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Agnone- Consiglio Comunale scenografico su paventata chiusura Casa di Riposo San Bernardino

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Presso la Sala Consigliare di Palazzo San Francesco ad Agnone ieri pomeriggio si è assistito ad un consiglio comunale che da più di uno e’ stato definito scenografico, la cui scenografia però contemplava una parte di triste realtà e che sa molto di attualità: Persone giovani e meno giovani, con i volti tesi dai quali traspariva rabbia e rassegnazione, erano in quella sede istituzionale per  ascoltare e tentare di salvaguardare il loro posto di lavoro di socio -lavoratore, retribuito come da CCNL a circa 1200  euro mensili e non stipendi da favola come da qualcuno vociferato, che hanno accettato, pur di salvaguardare il loro posto d lavoro anche pendenze retributive relative a stipendi e alla corresponsione di alcune  tredicesime mensilità.

 Erano gli operatori della casa di riposo di San Bernardino, che da mesi viene interessata da una vertenza nella quale si muovono molteplici soggetti tutti tesi a parole a voler risolvere l'annosa questione della paventata chiusura della storica casa di riposo. La storia si trascina da anni, chiude o non chiude? La legge esige la messa a norma della struttura di proprietà del Ministero dell'Interno , ma locata per un somma simbolica annua alla Curia vescovile di Trivento. Gli operatori e le operatrici in questo altalenante giochetto di rimpallo delle responsabilità rischiano di fare la fine dei barili quando gli asini bisticciano.

16 famiglie corrono il serio rischio di rimanere senza lavoro se non si trova la soluzione. Il problema è trovare chi finanzia i lavori di messa a norma della struttura.  

Chi deve o dovrebbe impegnarsi nelle spese per gli accertamenti antisismici, la realizzazione del  cronoprogramma dei lavori a tutela della sicurezza della struttura , dei pazienti e degli operatori?

 Oggi nei vari interventi , il Presidente della Cooperativa Sant'Antonio   ha riferito della volontà della Curia ad interessare la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) per un finanziamento che potrebbe essere risolutivo. Di scritto non vi è  ancora assolutamente nulla, perciò nessuna certezza per ora.. Il Sindaco Lorenzo Marcovecchio, in sintonia con i gruppi politici di minoranza ha ribadito la indiscussa volontà politica a sostenere la struttura nella ricerca costante della opportuna soluzione.

 L' Avv. Vincenzo Scarano , consigliere di minoranza del gruppo politico Agnone Identità e Futuro,seppur concorde con la tutela e la salvaguardia della struttura e dei posti di lavoro, affermava di non avere in suo possesso  la documentazione necessaria per poter effettuare una analisi approfondita della situazione tale da consentire una ipotesi concreta di  soluzione possibile

Ma a parte le buone dichiarazioni d’intenti, proposte concrete non sono emerse dal lungo dibattito, bella scenografia di un film che potrebbe avere un triste epilogo, purtroppo reale.

Interessante l'ultimo capoverso della mozione presentata e non votata, dal gruppo di minoranza Nuovo Sogno Agnonese che possiamo provare a tradurre in parole semplici:  L'attuale cooperativa la Sant' Antonio e' interessata a mantenere la gestione della casa di riposo?e aggiungiamo noi, a  fare un investimento per metterla a norma come e' accaduto in molte altre situazioni analoghe? Se no , vi sono altri soggetti privati onlus o non onlus, privati cittadini, associazioni, disposti ad investire i circa 150.000 euro rimanenti? e aggiungiamo, se l'attuale cooperativa non ha interesse a mantenere la gestione perchè gli operatori della struttura  non costituiscono loro stessi una  cooperativa o associazione?

Conservare 16 posti di lavoro in un paese dove la disoccupazione e' tra le più alte d'Italia e' fondamentale per questo territorio e ricordiamo le parole dell'operatrice della casa di riposo nel suo breve intervento"Il problema è politico, sociale...noi , l'ospedale, fra qualche anno voi, le carte , i consigli comunali li farete da soli, perchè qui di gente non ne resta"

 

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