CAPRACOTTA. “Il Giardino della Flora Appenninica è situato nel comune di Capracotta, a 1.550 metri s.l.m. è l’unico presente a questa quota in Appennino. Da qualche anno è diventato un vero e proprio fiore all’occhiello del piccolo paese altomolisano grazie al lavoro svolto dal Consorzio per la Gestione del Giardino costituito da vari Enti: Comune di Capracotta, Regione Molise, Provincia di Isernia, Comunità Montana “Alto Molise” e Università degli Studi del Molise. In particolare quest’ultima attraverso il Dipartimento S.T.A.T. della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali sta portando avanti una serie di progetti di ricerca e di conservazione della biodiversità.
Nel Giardino è possibile osservare gli ambienti tipici dell'Appennino, con la flora caratteristica, dove i visitatori potranno compiere in pochi metri un viaggio ideale sulla montagna appenninica partendo dalla faggeta, presente in piccolo nucleo naturale, passando per l’ambiente umido, con specie adattate alla vita “acquatica”, proseguendo per l’abetina, un esempio dei boschi di abete bianco ormai molto frammentati, e perciò tutelati, in Appennino ed arrivando fino alla roccaglia, che affascina per i numerosi adattamenti a tale ambiente e soprattutto per la copiosità di endemismi di notevole interesse ecologico.
Ma non è tutto! Nel Giardino sono presenti anche aiuole tematiche, un campo sperimentale di leguminose molisane, l’angolo delle farfalle e delle rocce ed uno splendido punto panoramico che affaccia sulla valle del Sangro e consente di spaziare con lo sguardo dalle montagne del Matese a quelle delle Mainarde fino alla Maiella creando uno scenario suggestivo ed affascinante per i visitatori.
Domenica 1 Maggio la Cooperativa MadreNatura, che da cinque anni gestisce il servizio di visite guidate nel Giardino, accompagnerà i visitatori che vorranno conoscere più da vicino lo spettacolare mondo delle piante e scoprirne le curiosità, gli usi, le leggende e tanto altro ancora!
Per informazioni e costi www.madrenaturacoop.it alla pagina dedicata al Giardino della Flora Appenninica.”

