AGNONE. E' attesa per domani mattina la sentenza del Tar Molise in merito al ricorso presentato dai responsabili dell'Articolo 32 in fatto di tagli all'ospedale San Francesco Caracciolo.
Così domani una rappresentanza del Comitato Art. 32 accompagnerà gli avvocati Franco Cianci e Simone Dal Pozzo davanti alla sede del TAR Molise a Campobasso. Dalle ore 9 in poi gli stessi resteranno a disposizione di tutti gli organi giornalistici per illustrare la loro iniziativa. Per l'occasione distribuiranno un volantino rivolto a tutti i cittadini di Campobasso e del Molise che qui alleghiamo.
La delegazione si intratterrà nei pressi del tribunale amministrativo e nel centro della città di Campobasso.
Ecco cosa riporta il volantino:
Gentile corregionale,
oggi una delegazione di cittadini di Agnone aderenti al Comitato Articolo 32 (quello della Costituzione che prevede per tutti il diritto alla Tutela della Salute) ha accompagnato i suoi avvocati per discutere davanti al TAR un ricorso.
La persona che le ha dato questo volantino vuole metterla al corrente di questa problematica.
Il Commissario della Sanità della Regione Molise (il Presidente Iorio) insieme con il Sub-commissario e con i dirigenti ASREM sta attuando negli ultimi mesi una riorganizzazione della Sanità Regionale ritenuta necessaria per rientrare dal deficit che si è accumulato in questi anni.
Per raggiungere questo obiettivo si è ritenuto necessario ridurre le strutture ospedaliere. I piccoli ospedali (Agnone, Venafro e Larino) sono stati fortemente ridimensionati ed aggregati a Isernia, Campobasso e Termoli. Questa riorganizzazione naturalmente crea dei problemi a tutti ma nel nostro caso crea addirittura un serio motivo di azzeramento del diritto alla Tutela della Salute.
E’ a tutti nota l’ubicazione di Agnone: in Alto Molise, al centro di una grande zona montuosa a cavallo fra Abruzzo e Molise, in una area svantaggiata, costellata da 30\40 piccoli comuni, con strade di difficile percorribilità soprattutto in inverno.
Il piano di riorganizzazione delle rete ospedaliera non ha tenuto conto di questa realtà (il presidio di Agnone è presente dalla fine del 1800 e l’attuale edificio è stato costruito dai cittadini anche grazie alle rimesse degli emigrati, proprio per questa necessità logistiche).
L’Ospedale di Agnone ha sempre obbedito alle esigenze di Sanità delle popolazioni dell’intera area interregionale. Ha svolto questo ruolo con efficienza ed efficacia (con spese molto contenute come è possibile verificare) tanto da conseguire, qualche anno fa, l’attestato di migliore ASL italiana nel rapporto costo/benefici (come con clamore riportato dalla stampa nazionale).
Il tutto grazie all’impegno, alla competenza, alla passione, alla professionalità e allo spirito di sacrificio dei nostri operatori. Lo stesso Ospedale pertanto è diventato anche una indispensabile risorsa economica per il nostro territorio (con flussi regionali ed extraregionali aggiuntivi a quelli turistici e tali da creare vitale indotto). Ora una logica prettamente numerica riferita agli abitanti (solo molisani) della nostra area mette irrimediabilmente in crisi questa MAGNIFICA CLINICA (capace con un intelligente utilizzo dello stesso personale di prestare un esaustivo PRONTO SOCCORSO per i casi di urgenza ed emergenza).
Naturalmente la Regione Molise deve colloquiare con la Regione Abruzzo (atteso che la popolazione sanitaria è anche dell’Alto Vastese e del Chietino) perché la nostra zona interna non può sottostare a logiche di CONFINE E DI PASSAPORTO PER LA SANITA’.
La Regione Molise non può distruggere il diritto a una buona e tempestiva sanità (si pensi nei periodi invernali a una donna in stato interessante, a un bambino o un vecchio con patologie di richiesta urgente) per un Alto Molise che ha sempre onorato la sua appartenenza alla Ventesima Regione Italiana.
Riteniamo giusto, come hanno fatto tanti cittadini e tanti Comuni (tutti) di questo vasto comprensorio montano, che i molisani facciano sentire la loro voce e il loro sostegno a una giusta causa e ai nostri legittimi diritti. Oggi siamo in attesa della sentenza del TAR Molise.
Se la sentenza non dovesse aderire alle nostre richieste ricorreremo al Consiglio di Stato, perché ci riteniamo vittime di un sopruso. La Regione Molise deve ad Agnone, all’Alto Molise e alle zone interne di confine una risposta positiva: questa area svantaggiata non può e non deve morire perché manca il Diritto Costituzionale alla Tutela della Salute.
I promotori del Comitato Art. 32
