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Cattolici e liberali nella tempesta del Risorgimento

Il convegno dell'UniMol a Trivento

redazione
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TRIVENTO - Nell’anno dei festeggiamenti dedicati al 150° anniversario della proclamazione del regno d’Italia si è tenuto a Trivento nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado, uno dei seminari, promossi dall’Università degli Studi del Molise avente come tema: “Cattolici e liberali nella tempesta del Risorgimento”. Il seminario-laboratorio, destinato agli allievi del liceo, si è aperto con il benvenuto del Dirigente scolastico prof.ssa Maria Maddalena Chimisso agli illustri ospiti: Il Magnifico Rettore prof. Giovanni Cannata, Sua Eccellenza Mons. Scotti, Vescovo di Trivento e i relatori, anche a nome del Sindaco Mazzei e dell’amministrazione comunale, rappresentata dall’Ass. Nazario Felice. Ad aprire i lavori proprio il Magnifico Rettore che, presentando il tema centrale delle relazioni, ha sottolineato come sia fondamentale il dialogo fra mondo laico e mondo cattolico, soprattutto nell’attuale momento storico dove c’è chi “incautamente soffia sul fuoco delle separatezze”, in un momento in cui si concretizza la trasformazione della nostra nazione da paese di emigranti a meta di speranza per immigrati ,che arrivano in preda alla disperazione, sui barconi, ecco perché sono state citate le parole del Presidente della CEI, Cardinale Bagnasco, secondo il quale: “L’unità è un tesoro di tutti” ed è, quindi, dalla sintesi fra la cultura laica e cattolica, che fortemente caratterizza il nostro Paese, che quest’ultimo si è sviluppato e si sviluppa ordinatamente. Proprio nel momento delicato di formazione della personalità, il prof. Cannata ha voluto rivolgere ai giovani studenti un invito: quello di “usare fortemente gli anni della scuola, poiché solo con la preparazione si hanno delle opportunità nella vita” e, proprio in questa ottica, ha invitato gli ad iscriversi all’Ateneo molisano e si è impegnato, in prima persona, a potenziare le residenze per gli studenti, anche per favorire il processo di crescita dell’autonomia personale a cui aspirano i giovani. La giornata è stata, infatti, anche momento di orientamento con gli operatori dell’Università che hanno, da anni, costanti contatti con il liceo di Trivento, anche grazie al lavoro svolto dalla prof.ssa Fracasso, funzione strumentale preposta all’orientamento per i liceali. A coordinare i lavori della giornata c’era il professore di storia contemporanea dell’Unimol Giovanni Cerchia, il quale, dopo aver introdotto l’argomento, ha ceduto la parola a Mons. Michele Giulio Masciarelli, Prefetto degli Studi del Pianum dell’Istituto teologico abruzzese e molisano, seguito da Mons. Claudio Palumbo, Vicario generale di Isernia e dai Professori Modestino Verrengia e Onorato Bucci. Particolarmente interessante il percorso sviluppato negli interventi, peraltro scelto, come per le altre conferenze, in modo che fosse collegato alla storia della città ospitante, ecco perché per Trivento, sede storica della curia vescovile, in discussione c’era proprio il ruolo della chiesa cattolica e dei liberali nel processo unitario e il fenomeno del brigantaggio. E’ stata analizzato in particolare il ruolo di Pio IX e, tratteggiando questa figura, si è osservata la matrice cattolica nella fase iniziale del processo di unificazione della penisola, parallelamente non sono mancati riferimenti a Rosmini e anche al suo ruolo di pedagogista. Ma il nostro Paese nasce “scomunicato” e proprio i due sacerdoti relatori hanno evidenziato come la complessità del periodo storico abbia portato i cattolici ad avere un atteggiamento di chiusura, che ha reso unica la storia della genesi dell’Italia. Ovviamente i fatti del quarantotto scossero non poco le coscienze cattoliche, di conseguenza, le resistenze di Pio IX non sono da attribuire, secondo i relatori, alla preoccupazione per il crollo dello Stato Pontificio, bensì al fatto che veniva messo in discussione il ruolo di sostegno alla formazione delle anime a cui la Chiesa era naturalmente preposta. Il seminario è continuato con l’approfondimento sul liberalismo meridionale e l’Unità, per concludersi con una disamina sul fenomeno del brigantaggio, peraltro collocabile storicamente anche nel territorio di Trivento, ma che, per la sua rarità, dovrà essere preservata perché singolarmente collocata tra due regioni. A conclusione sono state messi a confronto anche le diverse scuole di pensiero degli illuministi milanesi profondamente diverse da quelli napoletani, ma il messaggio profondo, lanciato agli studenti, si è trasformato in un monito per gli studiosi, cioè quello di affrontare con chiarezza, coerenza e soprattutto lucidità e serietà, la ricerca storica anche se gli esiti della stessa potrebbero essere scomodi per taluni atteggiamenti di pensiero, ormai cristallizzati nel tempo, ciò è da intendersi naturalmente come stimolo per agevolare lo sviluppo del pensiero critico nelle giovani menti. La serie dei seminari continuerà nelle diverse città molisane fino al 4 novembre 2011.
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