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"PER FARE CASSA FACCIAMOCI PAGARE L'ACQUA DALLA CAMPANIA"

E' quanto emerso dal convegno svoltosi a Carovilli dal tema: 'Acqua un bene essenziale'

La redazione
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Tavola rotonda a Carovilli: Acqua: un bene essenziale. Quale politica per assicurarlo a tutti “Perché i molisani debbono pagare l’acqua che sgorga dalla loro terra 22 centesimi al metro cubo mentre i campani pagano l’acqua molisana soltanto 2,9 centesimi? E perché, oltre tutto, quando si va a fare i conti la Regione Campania è sempre in arretrato con i pagamenti e quando mette mano alla cassa, dopo pressanti richieste e minacce di chiusura dei rubinetti, sborsa soltanto cifre irrisorie e mai soddisfacenti? E perché, nonostante tutto, continuiamo a mandare il 70 per cento dell’acqua molisana alle città della Campania e perfino all’isola di Ischia?” Queste le domande venute spontanee al Commissario dell’Ente Provinciale del Turismo di Isernia e Presidente Onorario dell’Associazione “Il Glicine”, Pietro Campellone, e al Consigliere comunale di San Pietro Avellana e membro del Consiglio direttivo dell’Associazione “Il Glicine”, Guido Trozzi, rivolte con tono tra il curioso e l’irritato al presidente di Molise Acque che illustrava questi dati. L’occasione per queste domande è stata offerta dalla tavola rotonda, organizzata dalla Associazione di Iniziative Culturali, Sociali ed Economiche “Il Glicine”, in collaborazione con Ente Provinciale del Turismo di Isernia e Unicreditbanca, che si è tenuta a Carovilli sul tema “Acqua: un bene essenziale. Quale politica per assicurarlo a tutti” cui ha partecipato il Presidente di Molise Acque, Stefano Sabatini, e numerosi rappresentanti di amministrazioni comunali, alla presenza di un pubblico che ha trovato il tema appassionante. “Il tema è stato scelto – ha spiegato in apertura dell’incontro Luciano Scarpitti, Presidente dell’Associazione “Il Glicine” – perché è in atto un serio approfondimento in vista della scadenza del 31 dicembre entro la quale il Parlamento ha fissato il riordino di tutti i servizi pubblici essenziali. Io sostengo – ha aggiunto Scarpitti – che, oltre alla riorganizzazione, occorre anche affrontare l’aspetto morale; è indispensabile che ciascun italiano capisca che sprechi ed abusi individuali recano gravi danni alla collettività, ed a lungo andare anche a se stesso, e che la mancanza di senso del dovere, se non addirittura la disonestà, degli addetti danno un colpo mortale all’efficienza dei servizi pubblici”. “Il decreto legislativo – ha spiegato Stefano Sabatini, Presidente della società regionale Molise Acque – prevede che i servizi pubblici siano affidati o ad imprenditori o a società private, mediante regolari gare, o a società miste, in cui la presenza dei privati arrivi alla quota del 40%, o a società interamente pubbliche, ma poiché il giudizio di merito è stato affidato alla Commissione Antitrust questa tende a rigettare la terza soluzione. Pertanto – ha continuato Sabatini – a Molise Acque abbiamo ritenuto che si debba scartare l’ipotesi della privatizzazione perché attualmente abbiamo i prezzi più bassi d’Europa ed un eventuale intervento di società private, anche multinazionali, comporterebbe un immediato aumento del prezzo, come è accaduto in Francia, dove l’acqua costa 1 Euro a metro cubo. Occorre conservare il servizio pubblico nel tratto che va dalla captazione delle acque fino ai serbatoi comunali e costituire una società mista per lo svolgimento del servizio di distribuzione fino alla fase di depurazione. Per questo dovrà essere promulgata una legge regionale”. Infine il Presidente Sabatini ha illustrato altri dati, oltre a quelli riportati sopra, informando che in media nella nostra Regione il 50% dell’acqua va perduta, con una punta massima che si riscontra a Venafro ed una quota decisamente superiore alla media per Campobasso. I consumi in alcune zone sono assolutamente esagerati anche perché talvolta si utilizza l’acqua potabile per usi agricoli; il paese che ha i più alti consumi personali è Guglionesi. ”Se il Molise – ha aggiunto Sabatini – applicasse all’acqua che vende alla Campania lo stesso prezzo che adotta al proprio interno avrebbe un introito maggiorato di 10 milioni di Euro all’anno, risolvendo così qualche problema di bilancio”. “Nessuno può arrogarsi il diritto di ottenere profitti da un bene essenziale come l’acqua – ha dichiarato il Sindaco di Carovilli, Antonio Cinocca – gli imprenditori devono giustamente ottenere profitti dagli investimenti che fanno, ma non dallo sfruttamento dell’acqua. Questa deve rimanere nell’ambito dei servizi pubblici e deve essere evitato qualsiasi monopolio privato. Carovilli – ha precisato inoltre Cinocca – si è dotato di un sistema computerizzato per il controllo dei flussi dell’acqua ed identificare eventuali improvvise carenze o perdite”. “L’acqua deve essere vista nell’ambito della salvaguardia del territorio e di una politica di sviluppo sostenibile sotto l’aspetto economico – ha dichiarato Egildo Di Pilla, Sindaco di Chiauci – Noi non abbiamo altre risorse, la nostra ricchezza è data dall’acqua che può essere sfruttata anche per la creazione di energia rinnovabile. Occorre una politica seria – ha aggiunto Di Pilla – i nostri paesi sono al collasso non possiamo più aspettare”. “L’invaso di Chiauci – ha aggiunto Domenico Pellegrino, presidente del Consorzio ASSO MAB – dopo lunghissimi lavori è ancora inutilizzato, occorre procedere al più presto alla raccolta e alla vendita dell’acqua”. “Utilizzando i fondi europei – ha dichiarato Giuliana Carano, dirigente del Comune di Campobasso – si possono realizzare lavori di grande interesse con la possibilità di ottenere anche vantaggi economici. Inoltre la depurazione potrebbe offrire possibilità insospettate, ad esempio l’acqua in uscita dai depuratori potrebbe essere utilizzata per annaffiare i giardini ed i fanghi, se raccolti, potrebbero essere venduti per usi agricoli”. “L’acqua è un bene pubblico e tale deve restare – ha ribadito Antonio Vincenzo Monaco, Sindaco di Capracotta – occorre dire no a qualsiasi speculazione. Il nostro impegno – ha aggiunto Monaco – deve essere quello di evitare gli sprechi e ridurre i costi; in questo quadro a Capracotta sono stati rinnovati quasi tutti gli allacci idrici ed è stato attivato un software per il pompaggio dell’acqua dal fiume Verrino che consente una drastica riduzione dei costi energetici”.
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