AGNONE. In questi giorni è arrivata lettera ufficiale della nuova Direttrice Sanitaria del Presidio Ospedaliero Veneziale di Isernia, competente per territorio sul Caracciolo, che dispone in termini abbastanza perentori ed ultimativi che 3 dei 4 posti di chirurgia e 4 dei 1° posti di Medicina dei restanti ex reparti di Agnone devono essere lasciati liberi per le Emergenze Urgenze di Pronto Soccorso del Veneziale di Isernia. La stessa direttrice amministrativa si impegna al controllo, alla verifica, nonché alla minaccia di eventuali sanzioni. Questo fatto significa, se attuato, la chiusura di fatto della Chirurgia e la decapitazione operativa della Medicina, che, a dire il vero, ad oggi non solo hanno retto l’urto della razionalizzazione, ma miracolosamente stanno risolvendo ancora diversi problemi ai cittadini molisani delle altre ex zone e dell’Alto Vastese, con la chiusura di fatto del nosocomio. A questo vanno aggiunte le assurde disposizioni che limitano l’esecuzione degli esami di laboratorio analisi anche per gli interni, una volta effettuati senza problemi dal locale laboratorio, oltre al problema della mancanza di dirigenti medici e biologi; le sedute operatorie e gli interventi chirurgici di una certa rilevanza, una volta effettuati senza problemi dalla valida equipe chirurgica, saltate per problemi di carenza di anestesisti o problemi burocratici; la chiusura di fatto della Ginecologia a causa della mancanza di ginecologi, sommate alle difficoltà oggettive del Pronto Soccorso, senza risorse di questo tipo, a cui la scorsa settimana si sono rivolte due pazienti gravide, assistite con tutti i rischi del caso; la mancanza di reperibilità cardiologica, il non funzionamento della chirurgia ortopedica per mancanza di posti letto, con almeno un caso alla settimana di anziano con rottura di femore sballottato tra Campobasso e Venafro, con problemi indicibili per famiglie e per le case di riposo; una radiologia che dal 18 al 31 maggio non ha medici reperibili; la gravissima situazione della Dialisi, già accennato: tutti problemi che stanno mettendo in condizione di non lavorare più e non dare alcun LEA ai cittadini del bacino di riferimento.
In questo quadro, come può il Caracciolo tamponare l’emergenza/urgenza anche del Veneziale di Isernia, visto che le Dirigenze Sanitarie Aziendali e del Veneziale, sollecite a scrivere che comunque devono essere assicurati i LEA e che bisogna smaltire i problemi del Pronto Soccoro del Veneziale, non danno risorse in termini umani, tecnici, strumentali, operativi, semplificazione delle procedure al Caracciolo?
La verità è che il Caracciolo non andava minimamente toccato, perché risolveva molti più problemi di quanto ne creava, ma soprattutto andava conservata la sua autonomia gestionale e finanziaria, cosa non tutelata dalla classe politica locale di fronte al Governatore e al Tavolo Tecnico con la necessaria forza ed opposizione: ci si augura, a questo punto, che il TAR faccia fino in fondo il suo dovere, e si esorta l’Art. 32, il Comitato il Cittadino C’è, il Comune di Agnone e tutti comuni dell’area a non cedere un millimetro di fronte alle proposte ammaliatrici della Mastrobuono, della Regione, e resistendo duramente anche dinanzi al Governo, perché la strada intrapresa conduce semplicemente al disastro.

