“Partimmo quasi senza carte, era il marzo del 2007, tracciando una linea ideale fatta di strade trafficate, di soste improvvisate al calare della sera, quando si doveva trovare un luogo per fermarsi. Fu un Cammino fatto volando dove la stanchezza arrivava oltre il limite normale. Arrivammo nella nebbia, bagnate fradice, o scendemmo nella grotta grondando acqua e felicità. Sì, questa era la meta, i passi di Francesco un giorno erano arrivati fin qui e anche quelli dei suoi pellegrini vi sarebbero giunti. Non in un luogo creato da mano d’uomo ma in una grotta, nel seno di Madre Terra, di fronte a un altare consacrato da un Angelo, dove la “Terribilità di Dio” è palpabile, vibrante, accogliente”.
In questo modo Angela Maria Serracchioli descrive la sua prima avventura fatta per seguire il cammino di San Francesco da Poggio Bustone (RI) a Monte Sant’Angelo (FG); e continua: “Da Montagna Sacra a Montagna Sacra. Dai boschi umidi e ombrosi della Verna, dove un Serafino impresse nel corpo di Francesco il sigillo della sua appartenenza-identità con l’Amato, alle rocce sospese sul mare della Montagna Sacra del Gargano dove l’arcangelo Michele fa la guardia al luogo di Dio”. Ecco, dopo questa prima esperienza è nata la voglia di far conoscere questo spettacolare percorso mediante una guida, che la Serracchioli definisce “traccia” e che porta a scoprire “un’Italia a volte dimenticata, sconosciuta ai più, che ha tanto da dare in bellezze naturali, in storia e arte; nell’abbraccio delle sue genti affettuose e accoglienti”.
La guida verrà presentata giovedì 16 giugno alle ore 17,00 a Carovilli su iniziativa dell’Associazione di Iniziative Culturali, Sociali ed Economiche “Il Glicine”.
Nella guida si ritrovano descritte tante emozioni, ma anche moltissimi consigli pratici che certamente torneranno utili a chi vorrà seguire questo percorso: non vi sono sentieri pericolosi o che presumano una particolare capacità di andare in montagna; inoltre la guida si adegua ad una “nuova tendenza” nel mondo pellegrino di lasciare a questi il piacere dell’essere davvero partecipi e attivi sul Cammino: vivere il piacere della scoperta e la soddisfazione che si prova quando si capisce un territorio. L’autrice dà anche un consiglio: “lasciate a casa le programmazioni, le pianificazioni eccessive, fate sì che ogni giorno sia un nuovo piccolo universo fatto di scoperte, di gioia dell’incontro, di accettazione del nuovo, di conoscenza di se stessi e degli altri, e il Cammino vi darà molto di più di quello che vi aspettavate, infine, ringraziate, ringraziate tutto e tutti perché nulla è scontato e tutto è un dono”.
Ricercando i passi di Francesco verso il Monte dell’Angelo è nato questo Cammino in 25 tappe che, partendo dalle ultime propaggini del Lazio, attraversa una bella fetta di Abruzzo, il Molise e la Capitanata, la parte nord della Puglia. Cammino fatto di valli, montagne, altipiani e colline; vario, entusiasmante per le scoperte di luoghi poco conosciuti, di paesini bellissimi e città importanti, di una natura ricca e poco attraversata. È un nuovo Cammino su tracce antiche che ripercorre, in parte, i tratturi della transumanza. Il percorso, lasciando Ateleta e l’Abruzzo si inoltra nel Molise ed affronta il tratturo, passa per San Pietro Avellana e fa sosta a Carovilli di cui dà una sintetica descrizione e racconta la storia di Santo Stefano del Lupo, poi prosegue per Carpinone, Sant’Elena Sannita, Ripalimosani, Toro e Pietracatella privilegiando i percorsi tratturali su cui si dilunga nella descrizione e nell’utilità. I consigli che è possibile trovare nella guida vanno dall’equipaggiamento a quanto si spende, da dove partire a come ritornare ed infine a tutti i suggerimenti per coloro che il percorso lo vogliono fare in bicicletta.

