"Abolire le Province", è quanto torna a chidere con forza il coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori, Antonio Monaco.
L’Italia Dei Valori da tempo sta proponendo l’abolizione delle province diventate solo centri di potere senza deleghe sostanziali e con risorse carenti. L’ultimo bilancio approvato nei giorni scorsi dal consiglio provinciale di Isernia è la conferma che l’unica strada percorribile è quella della loro abolizione. Basta leggere le notizie di stampa che evidenziano tagli alle risorse destinate al riscaldamento ed all’illuminazione delle scuole, sarebbe bello capire se non si vogliono più accendere le luci nelle scuole oppure leggere che le gallerie delle strade provinciali saranno un poco più buie, a scapito si potrebbe aggiungere dell’incolumità degli automobilisti oppure la paventata riduzione delle spese di carburante e per la manutenzione dei veicoli, se restano in officina qualcuno ci spieghi come si daranno i servizi ai cittadini. Per non parlare, infine, dell’azzeramento delle risorse destinate alle iniziative di promozione del territorio provinciale.
“In questo quadro occorre comprendere che senso ha avere ancora in piedi queste strutture che stanno prendendo la stessa piega presa qualche anno fa dalle comunità montane – afferma Antonio Monaco, coordinatore provinciale dell’IDV di Isernia. La precarietà dei manti stradali provinciali, gli infiniti movimenti franosi, la carenza di risorse per la sicurezza delle scuole, completano un quadro che non lascia presagire assolutamente nulla di positivo per il futuro. Non poter disporre di un minimo di risorse per le attività di promozione del territorio la dice lunga sulle possibilità di sviluppo del nostro territorio nè appaiono convincenti le dichiarazioni fatte dall’assessore provinciale al bilancio che intenderebbe ricorrere a risorse provenienti da fonti energetiche alternative. Dichiarazioni che appaiono solo di facciata se si considera che la provincia ne parla da tempo, quando la passata amministrazione attraverso un apposito organismo voluto dalla provincia stessa coinvolse tantissime amministrazioni locali che sono rimaste senza risposte Le responsabilità vengono attribuite al governo centrale per il taglio dei trasferimenti, ma alcune forze politiche, tra queste l’Italia Dei Valori, al governo centrale chiedono da anni l’abolizione di questi Enti, ma il potere centrale pressato dalla Lega Nord, detentrice del potere nella ricca padania, lascia inalterato questo anomalo sistema delle province italiane".
Adesso, non solo alla luce dei tagli ai trasferimenti già effettuati a favore delle province ma anche alla luce delle ultime norme riguardanti l’ennesima manovra finanziaria appena approvata dal Governo centrale che prevede nei prossimi anni altri tagli per 9,6 miliardi di euro a danno degli enti locali, si inizi una attenta riflessione che deve portare necessariamente alla abolizione delle province.
“A mio parere,- conclude Monaco - basta fare una semplice considerazione, mettere in rapporto i costi di queste strutture e i benefici che ne derivano per i cittadini per capire senza sforzi mentali che i primi rappresentano un peso enorme per tutti i contribuenti e i secondi sono quasi irrisori.
Quelle poche deleghe gestite dalle province possono essere trasferite ai Comuni ed alle costituende Unioni dei Comuni, con un taglio notevole a tutti quei costi che servono per mantenere in piedi macchine elefantaiache. Si potrebbero risparmiare non meno di 10 miliardi di euro l’anno. Chi ha buona memoria ricorderà che nell’aprile 2008 lo stesso Berlusconi in una trasmissione televisiva in piena campagna elettorale a proposito delle province ebbe a dichiarare che “non possono essere lasciate in piedi; solo con l'abolizione delle province, pur assorbendo tutto il personale, si risparmiano 10-13 mld all'anno".
Speriamo che qualcuno in Parlamento si ricordi di questi annunci.
Isernia, 1 luglio 2011 Antonio Vincenzo Monaco
Coordinatore Provinciale IDV Isernia

