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Volo dell'angelo, statua commemorativa fusa dalla fonderia Marinelli

Realizzata dalla scultrice Paola Patriarca è stata benedetta dal vescovo Bregantini

redazione
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VASTOGIRARDI. Ai piedi del bellissimo castello medioevale si festeggiano intensamente la Madonna delle Grazie e san Nicola, patrono del paese. In occasione del centenario dell' istituzione del “Volo dell'Angelo” quest'anno il programma è stato particolarmente solenne e denso di avvenimenti. A Vastogirardi questo rito sacro nasce emulando l'antica tradizione in uso in molti centri del meridione. Quasi ovunque essa è andata via via estinguendosi o, per diverse ragioni, è stata abolita. Qui invece il rito resiste al tempo ed alle mode difeso dalla volontà e dalla partecipazione del popolo che ripone una fede sconfinata nella Madonna delle Grazie cui la rappresentazione è dedicata. Essa consiste in un'offerta di preghiere e doni alla Statua della Vergine esposta fuori dalla chiesa, al termine del rito religioso, da parte di una bambina in veste di angelo che la raggiunge dall'alto, sospesa con un sistema di funi e carrucole. Il primo “Volo” è avvenuto il primo luglio, in tarda serata: nell'oscurità la suggestione è grande, indicibile la commozione. Per l'eccezionalità del secolare evento, grazie ad un ottimo lavoro promozionale da parte dell'amministrazione comunale, si è riscontrato un formidabile record di presenze. A testimonianza imperitura dell'impegno e della fede vastesi verso la Madonna, nella data che commemora i “Cento anni del Volo”, è stata scoperta e benedetta da S.E. Mons. Bregantini, Arcivescovo di Campobasso, una statua in bronzo fusa dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone. L'opera è collocata nei pressi del balcone da cui comincia il volo e ritrae una figura di bimba, a grandezza naturale, con un ricco abito accessoriato di ali che vola in preghiera, poggiata su un piccolo edificio, in direzione della chiesa. Oltre al palese richiamo alla rappresentazione rituale essa vuole essere un' invocazione alla protezione angelica su tutto il paese. La mirabile opera, ideata e plasmata da Paola Patriarca, scultrice della fonderia Marinelli, è stata costantemente seguita dal sindaco Apollonio e dai consiglieri comunali nel corso di circa un anno di lavoro: una volta realizzato e approvato un originale in argilla, la fusione è avvenuta con l'antico metodo della “cera persa”. La scultura è stata molto apprezzata dalla folla e da Bregantini. "Una deliziosa opera dai tratti “barocchi” da cui traspare grazia, serenità e pace" ha detto il vescovo della diocesi di Campobasso-Bojano.
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