Finanziamenti pubblici anche ai partiti che non esistono più... e io pago!

| di Adnkronos
| Categoria: Attualità
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Le tasche piene di sassì, canta Jovanotti. Non di sassi ma di soldi sono, invece, piene le tasche dei partiti che non esistono più. Un vero e proprio affare, scorrendo alcuni tra i maggiori bilanci del 2010, si è rivelata la scelta di 'chiudere bottegà per le formazioni che hanno rinunciato alla scheda elettorale. I numeri dichiarati da Alleanza nazionale, Democratici di sinistra e Margherita fanno a pugni con le acrobazie di bilancio dei partiti, come Pd e Pdl, cui i fondadori hanno sostanzialmente lasciato in eredità solo le grane. Anche se su tutti, vecchi e nuovi, si posa sempre la generosa mano dello Stato con i rimborsi elettorali a chiudere ogni falla contabile. La storia degli ex partiti è ormai arcinota. Per il meccanismo dei finanziamenti pubblici, tutto rigorosamente previsto dalla legge, anche le sigle che nominalmente (ma non formalmente) non esistono più continuano a ricevere i rimborsi, almeno per un altro anno ancora. Questo rende perfettamente plausibile quello che è accaduto nell'ultima Assemblea federale della Margherita, convocata qualche giorno fa dal presidente Enzo Bianco per approvare il rendiconto del 2010 definito dal tesoriere Luigi Lusi. Il partito fondatore del Pd riesce a vantare, per l'ultima annata contabilizzata, ben 20 milioni di attivo a fronte di una attività strettamente politica ridotta praticamente a zero, visto che i Dl hanno passato la mano ai democratici. Numeri destinati a crescere, perchè nel 2001 la Margherita attende l'ultima tranche di rimborso che le spetta, quella relativa alle regionali nel 2007 in Molise

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