CAROVILLI. “Il nostro partito vuole davvero cambiare alcune situazioni reali del nostro Paese. L’UDC è un partito interclassista, cattolico, laico nello stesso tempo, che ha nel suo progetto politico l’uomo. Noi siamo l’unico partito che all’interno del suo programma ha la famiglia, il lavoro, i giovani, i disoccupati, la vita. È un partito moderato che è disposto a fare accordi con partiti che difendono i valori della famiglia. Per questo siamo stati chiari e leali con Rosario De Matteis per le elezioni alla Provincia di Campobasso. Nella nostra regione, poiché ci sono indirizzi politici che vanno nella stessa direzione, non vedo perché non si possa fare lo stesso discorso”.
Questi concetti ha illustrato nella sua relazione di apertura Domenico Izzi, coordinatore regionale del partito “Unione di centro” (UDC), a Carovilli, presso la Società Operaia, storico sodalizio più che centenario, in occasione della conferenza “A TU PER TU CON LA POLITICA REGIONALE” organizzata dall’Associazione di Iniziative Culturali, Sociali ed Economiche “Il Glicine”. Dopo i saluti del Presidente del Circolo Sociale, Paolo Paolucci, e del Sindaco di Carovilli, Antonio Cinocca, alla presenza del Commissario dell’Ente Provinciale per il Turismo di Isernia, Pietro Campellone, il presidente de “Il Glicine”, Luciano Scarpitti, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad organizzare incontri con i responsabili regionali di diversi partiti. “Abbiamo voluto riscoprire il delicato compito che hanno le associazioni nella società attuale cioè quello di porsi come intermediari e di favorire l’incontro ed il dialogo continuo tra cittadini e uomini politici. Il nostro tentativo – ha aggiunto il presidente del Glicine – è quello di fare cultura politica: vogliamo portare in primo piano i problemi e gli interessi dei cittadini della nostra piccola regione e dei nostri piccoli paesi molisani, che hanno pari diritti e pari dignità di tutti gli altri e anche quello difficilissimo di avvicinare le persone, soprattutto giovani, alla politica intesa come servizio”. Sollecitato dalle domande del pubblico sull’Alto Molise Izzi ha ricordato che il problema dello spopolamento esiste già da molti anni “tanto che si fece una bellissima vertenza in cui venne utilizzato lo slogan . Io – ha continuato Izzi – non ho condiviso, anche se ero assessore al Comune di Isernia, la decisione di dare la possibilità di costruire tutti quegli alloggi perché è successo che da moltissimi paesi limitrofi intere famiglie si sono trasferite creando un problema serio di spopolamento. Io – ha aggiunto – sono per il mantenimento concreto dell’ospedale di Agnone e anche di quello di Venafro, poi, per contenere i costi, occorre una politica che valorizzi le specificità. Ci vogliono idee manageriali diverse rispetto al passato”. Affrontando il tema dei costi della politica il rappresentante dell’UDC ha precisato: “sono contrario alle dimissioni degli assessori, primo perché si aumenta il numero di stipendi e prebende, poi perché quelli diventano ricattabili: se non condividono le decisioni del Presidente gli viene tolta la delega e vanno a casa. Per quanto riguarda i compensi io sarei per un sistema di indennità pari a quello che ciascuno percepisce nel lavoro che svolge normalmente. Oggi lo stipendio di consigliere regionale è spropositato rispetto alle funzioni che svolge. Se andrò in regione – ha aggiunto – dedicherò la metà dello stipendio allo staff di collaboratori per dare ad altre persone l’occasione di lavorare”. Affrontando il tema della politica in favore dei giovani, Izzi ha sostenuto: “il nostro partito è l’unico che parla di quoziente familiare in modo che paghi meno imposte chi ha più figli. Oggi l’Italia è l’unico Paese in cui si paga il 60 per cento di imposte, occorre attivare un sistema di defiscalizzazione che metta anche in moto l’economia. Per i giovani c’è stato in passato un tentativo regionale che è stato una boccata d’ossigeno, ma non basta, è un problema che deve riguardare un’intera generazione con delle vere facilitazioni e rivedendo anche le gabbie salariali, ma qui i sindacati sono silenziosi”.
