Clamoroso al Civitelle, l'Agnonese stende il Gubbio (serie B)

I granata affondano gli eugubini davanti gli occhi increduli di Gigi Simoni. In gol per i molisani D'Ambrosio e Ricamato, accorcia Mendicino su rigore

| di Maurizio d'Ottavio
| Categoria: Attualità
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Olympia Agnonese – A.S. Gubbio 1919 2-1 Reti: 7’ D’Ambrosio (OA), 19’ Ricamato (OA), 62’ rig. Mendicino (G) Ol. Agnonese: Pezone (46’ Fabbi), Pifano (84’ Camara), Litterio (86’ Rea), D’Ambrosio (78’ Genovese), Simone (53’ Pellegrino), Pesce Rojas, Pannunzio (58’ Di Lallo), Bernardi (46’ Scarano, 80’ Di Lollo R.), Gagliano (46’ Orlando), Keita (55’ Fruggiero), Ricamato (46’ Partipilo). Gubbio 1910: Donnarumma, Almici (73’ Baldinelli), Bonifazi (46’ Smacchia), Fonjock (89’ Masanovic I.) Montefusco (46’ Lauri), Brunelli, Bazzoffia (46’ Kraus), Buchel, Giannetti (58’ Stirati), Raggio Garibaldi (86’ Masanovic D.), Mendicino. All. Pecchia Arbitro: Capraro di Cassino (Grossi – Ventre) Note: spettatori 1200. Ammoniti: Fruggiero (OA). Ad inizio gara l’Olympia Agnonese ha premiato la società del Gubbio e l’Inter Club Agnone ha voluto omaggiare con una targa l’ex tecnico neroazzurro Gigi Simoni, attualmente direttore tecnico degli umbri. Dicono che il calcio d’agosto serva a poco, dicono che sia poco attendibile, ma mettere prima alle corte per poi stendere al tappeto una neo promossa in serie B fa sempre un certo effetto (provatelo a chiedere a Fabio Pecchia che a fine gara schiumava rabbia da tutti i pori). Molto più se le categorie di differenza sono tre, ed ancora, se il tutto matura sotto gli occhi attenti di un personaggio come l’ex tecnico di Napoli e Inter, Gigi Simoni. Così accade che l’Agnonese fa il Gubbio, strappa applausi a scena aperta e al 90’ si becca i complimenti dell’avversario. Umbri che privi di elementi importanti quali: Benedetti, Ragatzu, Briganti, Ciofani, Farina, Sandreani, Caracciolo, Bartolucci, Bousfer, schierano sei undicesimi della formazione tipo che domenica in Coppa Italia affronterà il Benevento. Ma ciò non basta per domare i granata di Urbano che, alla sua prima uscita ufficiale davanti un Civitelle gremito, preferisce spedire in campo l’undici titolare. I molisani non scherzano e gli eugubini lo intuiscono dopo appena sette minuti, quando Michele D’Ambrosio, all’anagrafe classe ’76, pennella da fuori area una punizione sotto il sette che lo spilungone Donnarumma sfiora solamente. Sulle gradinate dell’impianto senza barriere di viale Castelnuovo la stragrande maggioranza delle persone si stropiccia gli occhi quasi incredula. Intanto sulla corsia di destra Gagliano è una scheggia impazzita, mentre Keita e Bernardi dialogano alla meraviglia. Ed proprio da una combinazione tra i due attaccanti di casa nasce il taglio che mette Ricamato (19’) in condizioni di presentarsi a tu per tu con Donnarumma e batterlo imparabilmente per la seconda volta consecutiva. Il Gubbio? Sta a guardare e a parte il buon fraseggio a centrocampo non riesce a farsi vivo dalle parti di Pezone. Anzi sono ancora i molisani a rendersi pericolosi con D’Ambrosio (43’) che dalla lunga distanza centra la traversa. Allo scadere Bozzaffia chiama alla parata in tuffo Pezone. Nella ripresa i ritmi calano ma è Partipilo a riaccendere il match. Il fantasista barese al 55’ sfiora l’incrocio prima che il signor Capraro di Cassino si inventa un rigore per una gomitata di D’Ambrosio su Smacchia. Dagli undici metri l’ex laziale Mendicino batte Fabbi che aveva intuito la sfera. Poi è sempre lo sgusciante classe ’94 ad andare vicino al pari (28’) ma Fabbi si oppone con grande bravura. L’Agnonese replica due minuti più tardi quando Fruggiero dal fondo crossa sul secondo palo ma Scarano incredibilmente fallisce il tris. C’è ancora tempo per uno delizioso cucchiaio di Partipilo che in area non trova pronto Fruggiero, nel frattempo terminato in offside. Negli ultimi minuti le forze vengono meno su entrambi i fronti e la gara scivola via senza sussulti tra la girandola di sostituzioni. L’Agnonese vince, convince e scrive un’altra pagina di storia. Urbano supera il maestro Simoni avuto ad Empoli. Meglio di così....

Maurizio d'Ottavio

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