Ministro Fontana choc: abolire la legge Mancino contro la propaganda fascista

Se le sue parole trovassero applicazione reale sarebbe di nuovo possibile diffondere slogan legati al ventennio

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Cancellare un pezzo di storia, cancellare la lotta antifascista. Tanto si propone il ministro per la Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana. Dopo aver fatto dichiarazioni contro il mondo omosessuale ora si prodiga nell’ennesima sparata: abrogare la legge Mancino.  Che ha definito una “normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”

“Abroghiamo la legge Mancino  che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”, scrive in un post su Facebook.

“I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”, aggiunge, bocciando con vigore la tesi secondo cui in Italia vi sarebbe un’emergenza razzista. “I fatti degli ultimi giorni – scrive ancora il ministro – rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra. Se c’è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani. La ragione? Un popolo – aggiunge il ministro leghista – che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile. Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico – conclude – se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”.

Ma cosa è la legge Mancino e a cosa vorrebbe puntare Fontana. La legge 205 del 1993, punisce chiunque faccia propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, o istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, prevedendo la reclusione fino a una anno e 6 mesi e una multa fino a 6mila euro. Punito anche chi istiga a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi con una reclusione da 6 mesi a quattro anni. La legge condanna gesti, azioni e slogan legati all'ideologia fascista e vieta ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Il deputato Emanuele Fiano (Pd) nella scorsa legislatura aveva tentato di ammodernarla inserendo aggravanti per chi propagava queste idee tramite internet ma il testo è rimasto lettera morta approvato soltanto alla Camera. Risale invece al 1952 la legge Scelba che punisce chiunque promuova o organizzi la "riorganizzazione" del disciolto partito fascista.

Le dichiarazioni del ministro Fontana quindi puntano alla restaurazione della possibilità di diffondere slogan fascisti. Se le parole si tramutassero in fatti la cosa sarebbe gravissima. 

Viviana Pizzi

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