Sisma, le difficoltà dei cittadini inascoltate dal "Governo del cambiamento"

Nessuno tra gli esponenti nazionali presenti durante le elezioni regionali sul nostro territorio, ha ancora visitato le popolazioni terremotate. Ottima eccezione i locali. Il presidente Donato Toma il più presente

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
STAMPA

 

A undici giorni dal sisma del 16 agosto di grado 5.1 e 4.4 della scala Richter nei comuni del nuovo cratere sismico si cerca di sopravvivere. La situazione non è affatto agevole come chi vive al di fuori di questi comuni può immaginarsi. A Montecilfone, per esempio, dopo l'ordinanza di abbattimento del serbatoio comunale da parte del sindaco Franco Pallotta, c'è chi vive ancora nella tendopoli organizzata nel comune, nonostante non abbia ricevuto l'ordinanza di inagibilità della propria abitazione. 

Oggi nel comune era presente anche un camper delle Poste. Serve perchè l'edificio dove prima del 16 agosto erano ospitate ora è stato dichiarato inagibile. E i cittadini ne hanno bisogno soprattutto per assolvere alle pendenze fiscali di cui sono protagonisti. Tra queste anche le bollette della luce elettrica. Non ancora sospese perché lo stato di emergenza non è stato ancora dichiarato dal Governo in carica. In questi giorni verrà presentata la richiesta che quasi sicuramente sarà evasa. Anche pensando al fatto che la bomba d'acqua che è arrivata ieri non ha fatto altro che aggravare una situazione già al limite. Gli sfollati a Montecilfone sono almeno 80. Alcuni anziani hanno scelto addirittura di affittare casa e vivere in autonoma sistemazione. In tenda non possono proprio andare. C'è anche chi, nonostante la criticità di abitare sotto al serbatoio ha scelto di rimanere a casa propria aspettando quello che succede. E chi ancora, sempre aspettando che si attivi lo stato di emergenza vive nelle case dei parenti. 

I disagi ci sono e sono palpabili dalla popolazione. Ma c'è anche chi si lamenta sui social network di una lontananza da parte dei politici nazionali. E su questo possiamo condividere quanto detto in rete. In effetti i viceministri Luigi di Maio e Matteo Salvini, che in campagna elettorale per le regionali del 22 aprile, facevano la fila a venire in Molise a giorni alterni e a volte anche entrambi lo stesso giorno, ora in Molise non si sono fatti vedere. Il primo si è limitato a far arrivare la propria vicinanza attraverso i parlamentari e i consiglieri regionali pentastellati che si sono recati sui luoghi del sisma. Su tutti il deputato Antonio Federico e i consiglieri regionali Patrizia Manzo, Angelo Primiani e Valerio Fontana. Il secondo, Matteo Salvini, tra i tanti post contro l'immigrazione e sulla Nave Diciotti e l'indignazione per gli stupri a opera dei migranti, ha trovato il tempo di dire qualcosa sul Molise solo dopo essere stato sollecitato da Giovanni Minicozzi di Telemolise. Per il resto solo silenzio da parte di chi usa il Molise soltanto come un serbatoio di voti. Il Governo del cambiamento ha dimostrato di non aver tanto cambiato in questi ultimi giorni. Finora solo presenze di politici molisani in Molise. Un discorso a parte è necessario farlo per il presidente della Regione Donato Toma e la sua giunta. Presenti sul territorio quotidianamente per verificare quanto sta accadendo. 

E le minoranze a livello nazionale? Non meglio del Governo a cui dovrebbero opporsi. Solo un comunicato di vicinanza dal segretario del Pd Maurizio Martina. Comunicati stampa anche per Annaelsa Tartaglione. Ma le presenze sul posto tardano ad arrivare. 

Viviana Pizzi

Contatti

redazione@altomolise.net
mob. 333.6506972
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK