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"L'Alto Molise muore, ma i giovani universitari se ne fregano"

Durissimo monito di Francesco Tanzj, presidente del centro studi

redazione
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AGNONE. Un territorio, quello altomolisano, che sta morendo, ma ai giovani, soprattutto quelli universitari, non importa nulla. E’ la sintesi del monito lanciato da Francesco Paolo Tanzj, docente presso il liceo Scientifico “Giovanni Paolo I” nonché presidente del Centro Studi Alto Molise. “Sono sostanzialmente d'accordo con quanto proponi – ammette il professore nel rispondere a Enzo Delli Quadri dell’associazione Majella Madre - circa l'esigenza di far impegnare i ragazzi che avevano lavorato al progetto "Alto Molise-Vastese Unito" ad ulteriori azioni per lo sviluppo del nostro territorio, abbandonato da tempo dalle rispettive amministrazioni centrali”. “Sono anche d'accordo all'allargamento all'Alto Sangro – prosegue Tanzj - e proporrei anche l'Alto Trigno, dove il vescovo Scotti e la scuola di formazione politica "Paolo Borsellino" da tempo sostengono questa idea... Devo però (purtroppo) registrare il calo di interesse dei miei ex alunni (e dei giovani in genere) nei confronti di tali tematiche. Molti di loro sono andati a frequentare gli studi universitari in città lontane e sembra che non si interessino più ai gravi problemi dei loro paesi”. “In qualche occasione, soprattutto dopo gli utlimi eventi relativi alle proposte (come sempre, ahimè, rimandate a chissà quando...) di eliminazione delle Provincie e accorpamento dei Comuni, ho parlato con alcuni di loro per invitarli ad esprimere il loro parere sulla stampa locale, ma... nulla di fatto! Spariti! Rientrati, come i loro genitori, nell'orticello degli interessi personali. L'idea del bene comune, del futuro della loro terra, evidentemente resta solo un'utopia...” “E senza l'interessamento forte e convinto delle nuove generazioni, ti confesso, non credo che ci siano speranze per realizzare tali obiettivi. E il tempo stringe! Sono loro che devono sentire spontaneamente l'esigenza di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa: non possiamo e non dobbiamo essere sempre noi ad indicargli la strada! ... Ci sarebbero tante altre cose da dire...” “Accolgo però il tuo appello – conclude - inoltrando questa mia risposta a tutti i ragazzi che negli ultimi due anni hanno lavorato (con impegno e intelligenza) al progetto, sperando che reagiscano e che si facciano sentire”. Firmato Francesco Paolo Tanzj che si ostina a pensare che i giovani altomolisani hanno a cuore un territorio abbandonato a se stesso…
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