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Da Berlusconi a Grillo ovvero dal Capitalismo al Pauperismo, i due lati del populismo

Si cambia per non cambiare niente e passare da una esagerazione all’altra.

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Tutti ricorderanno quello che il popolo andava mormorando nei mercati, al cinema , per strada: “La ricchezza di Berlusconi è una garanzia di onestà …. non ha interesse ad utilizzare la politica per arricchirsi … lo è già; con la sua esperienza farà ricchi anche noi.”  Il popolo guardava verso l’alto, accettava che esistessero i ricchi, agognava a raggiungere livelli e stili di vita sempre migliori; il ricco e potente era un punto da traguardare con determinazione, voglia, risolutezza.  Basta con lo Stato e con l’assistenza, basta con le pastoie burocratiche e sotto a lavorare di più e meglio; viva il privato, abbasso il pubblico. Il Capitalismo è la cosa più bella che ci sia, ecc.. ecc.. Solo i più giovani non conoscono quel che Berlusconi rappresentò per il popolo italiano che credette alla sue parole. Poi la realtà ha detto tutt’altro, perché la realtà è dura da sconfiggere.

Oggi, siamo al Cambiamento. Lo stesso Governo giallo del M5S e verde della lega ha voluto chiamarsi così: Governo del Cambiamento. E devo dire che il Cambiamento c’è ed è pesante; sarebbe totale se non ci fosse una qualche spruzzatina capitalistica da parte della Lega. Infatti: per prima cosa, il ricco è malvisto e, di conseguenza, basta privilegi, basta pensioni d’oro. Non si sta a sottilizzare se le pensioni siano state date perché commisurate ai contributi versati (se cosi fosse, dovrebbero essere ridimensionate soprattutto le pensione più basse; quindi non è un problema di giustizia contributiva); si racconta, al mondo, che un signore, che ha una pensione di 4.000 euro al mese, è ricco e, quindi, va punito. Poi, di seguito, non è importante lavorare meglio e di più, no, è importante che tutti abbiano un reddito (cosiddetto di cittadinanza); si sta tentando di dare un connotato di onorabilità a questa decisione coinvolgendo imprese e famiglie, ma in sostanza non si motiva a lavorare quanto ad attendere di lavorare; le imprese non sono motivate a investire quanto ad attendere di investire. Poi, ancora, si guarda di più a chi non lavora piuttosto che a chi lavora e, di conseguenza, ci si preoccupa della pensione di cittadinanza e a mandare il popolo in pensione, il prima possibile.  E gli investimenti possono anche attendere; basta tav, tap, ferrovie, grandi opere, ecc..; il problema non è creare occupazione, ma distribuire quel po’ di ricchezza che c’è.  Quindi, tutti seduti ad attendere la ridistribuzione. Ancora: il privato non va bene; occorre tornare al pubblico, nelle banche, nelle concessionarie, nelle aziende, ecc…. L’obiettivo finale è chiaramente il cosiddetto Depauperamento FeliceTutti più poveri ma per il bene del popolo. Un malpensante va dicendo: questi del M5S non hanno mai lavorato, non sanno cos’è il lavoro; ovvio che ragionino in questo modo

Insomma, il pendolo della storia continua a oscillare e, ora, lo fa passando dal capitalismo al pauperismo; mai che si fermi su posizioni semplicemente, moderatamente semplici. Perché accada, deve rompersi l’orologio (una grade guerra).

In tutto questo,  sono tanti che si sbizzarriscono; tra questi anche la escort Simona, una romana di 35 anni, che è intervenuta ai Lunatici su Rai Radio2 per lanciare la sua nuova iniziativa: il “sesso di cittadinanza. “Visto che sta arrivando il reddito di cittadinanza con cui lo Stato intende aiutare le persone che si trovano in difficoltà economica, io lancio ufficialmente il sesso di cittadinanza. Praticamente, a tutti quelli che verranno da me e mi dimostreranno di aver diritto al reddito di cittadinanza applicherò uno sconto del 50%“,ha spiegato la ragazza.

Allegria, direbbe il mitico Mike.

 

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