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Cala il gelo su di noi : L’Italia è in recessione e solo un colpo di fortuna eviterà salassi.

Arriva la gelata di Bankitalia che, per il 2019, prevede una crescita del Pil pari allo 0,6% e non all’1,5%, come programmato dal governo pochi mesi fa e nemmeno all’1%, programmato da poco.

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Dopo il giorno del decretone che ha introdotto le misure bandiera del governo giallo-verde, reddito di cittadinanza e quota 100, arriva la gelata di Bankitalia che, per il 2019, prevede una crescita del Pil pari allo 0,6% e non all’1,5%, come programmato dal governo pochi mesi fa e nemmeno all’1%, programmato da poco.

Tutto il quadro economico ci dice che nell’ultimo trimestre del 2018 il pil, indice che misura la nostra produzione nazionale, sarà ancora negativo, come già avvenuto per il terzo trimestre. Quindi, siamo in recessione economica: i dati della manovra economica, da poco approvata dal governo, dovrà essere rivisitata nel senso che o dovranno essere ridimensionati gli interventi programmati o dovranno essere aumentate imposte e tasse.

Peraltro c’è in atto un “ridimensionamento dei piani d’investimento delle imprese” cui vanno aggiunte “le prospettive di rallentamento del commercio mondiale e le difficoltà congiunturali nell’industria”.

Una marcia al rallentatore dell’economia italiana che renderà più difficile il controllo dei conti pubblici da parte del governo.

I membri più rappresentativi del Governo o sorvolano o la buttano in battute che sanno di scaramanzia: Giuseppe Conte esclude, per ora, una possibile manovra correttiva. Luigi Di Maio si consola con il fatto che “le stime di Bankitalia sono stime e, come tali, possono rivelarsi infondate”. E con questo, si procede a fari spenti sperando nella buona fortuna perché ci vorrà fortuna a che il quadro economico internazionale cambi in positivo; ci vorrà fortuna perché siano superate con la bacchetta magica le difficoltà strutturali dell’industria; ci vorrà un miracolo perché le misure adottate, a debito su reddito di cittadinanza e quota 100, possano avere un effetto positivo sui nostri conti pubblici. Conseguentemente sarà un miracolo se l’IVA non aumenterà per oltre 50 miliardi nei prossimi due anni.

E la pagheremo noi.

 

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