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La percezione, nelle mani di Salvini, diventa una clava

Gioca su paure  e attese, spesso inverosimili, per assoggettare un popolo.

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Capita a noi anziani di ricordare la nostra infanzia e giovinezza come un periodo sereno se non addirittura felice, eppure c’erano la guerra, la fame, il freddo, i geloni, le malattie, la mortalità infantile al 25% (1 su 4 moriva), e la morte era un elemento presente nella vita di ciascuno. Ricordiamo che ci si sentiva bene seppur in presenza di situazione di povertà assoluta.  E non è solo un problema di nostalgia per la giovinezza.

Capitano, invece,  reazioni diverse in presenza di situazione di benessere.

Perché una popolazione reagisce in modo strano e controverso al verificarsi di certi fenomeni, determinando processi politici destinati a incidere profondamente sulla sua vita sociale ed economica? Perché? Molto o tutto dipende da ciò che la popolazione percepisce.

La percezione, sintetizzando le varie teorie in merito, è l’insieme degli impulsi che raggiungono lo strato emozionale dell’individuo attraverso le sue cognizioni, le sue esigenze di difesa, i suoi bisogni di benessere, le sue esperienze. La conoscenza permette di percepire la differenza tra gli oggetti, le cose, le persone, il falso dal vero. L’esigenza di difesa consente di percepire ciò che può nuocere. L’esigenza di benessere, ciò che può dar piacere. L’esperienza consente di percepire le differenze dei processi di paura e di aspettativa. Tutto dipende dal momento storico che la popolazione interessata sta vivendo. Se prevale la paura, ci si chiude; se prevale l’ottimismo, ci si apre. E non c’è regola matematica o fisica che possa essere applicata per anticipare o gestire questo fenomeno. Forse, dico forse, l’unica regola potrebbe essere un profonda conoscenza da parte di tutti i componenti della popolazione oppure, ma questo non esiste, l’ereditarietà culturale. Non esiste perché un individuo può ereditare colore dei capelli, forma del viso, buona o cattiva salute, ma mai e poi mai può ereditare le conoscenze e le esperienze dei propri genitori. Nasce con il cervello vuoto, pulito, senza alcun elemento cognitivo.

Succede così che concetti di povertà, ricchezza, schiavitù, libertà, decrescita, sviluppo, asservimento benessere assumono significati diversi o addirittura opposti a secondo delle condizioni in cui si verificano, del quando si verificano, del come si verificano.

Arrivando ai nostri giorni……

In una Europa con 500 milioni di abitanti, nella stragrande maggioranza benestanti, l’arrivo di alcuni milioni di migranti viene percepito come una invasione. In una Italia, con 60 milioni di abitanti e una denatalità impressionante, l'arrivo di poche migliaia di disperati viene percepito come pericoloso, devastante la presenza di poche migliaia di persone. 

La percezione deforma la realtà. Nelle mani di speculatori politici, diventa una clava.

 

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