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Campobasso in-accessibile, una sfida per la città

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Il turismo è ormai un bisogno sociale primario a tutti gli effetti, in quanto fonte di sviluppo economico ma anche strumento per la crescita personale. Alla luce di ciò il cosiddetto “turismo accessibile”, ovvero l’apertura dell’esperienza turistica a tutti i cittadini indipendentemente dalle loro condizioni personali, sociali o economiche risulta un elemento imprescindibile. Purtroppo, non tutte le città sembrano essere attrezzate a dovere per far fronte a tale esigenza. È il caso di Campobasso, dove recentemente la storia di una ragazza con disabilità motorie ha fatto molto parlare di sé. La persona in questione soffre di una disabilità motoria che la obbliga a passare la maggior parte della sua esistenza sulla sedia a rotelle, situazione resa ancora più drammatica dall’episodio che ha coinvolto lei e il suo fidanzato alla stazione di Campobasso. I due, recatisi in loco al mattino di Sabato 22 Ottobre, dovevano passare dal binario 1 al binario 2 quando si sono accorti che le pedane di attraversamento utili per rendere gli spostamenti più semplici e veloci erano state rimosse senza alcun preavviso. Una situazione inaccettabile, stando allo studio di Liligo che conferma il diritto di tutti a viaggiare senza intoppi a prescindere dalla propria condizione.

Per far fronte all’inconveniente la coppia ha quindi attraversato i binari senza le pedane, facendosi strada fra sassi e rotaie e sperando che un altro treno non giungesse da un momento all’altro. Il tutto senza valigie e sedia a rotelle, inevitabilmente lasciate al primo binario. Una volta saliti i gradini del treno, sprovvisto anche del sollevatore mobile, a lasciare la coppia senza parole è stata la spiegazione fornita da un controllore: “avreste dovuto fare presente la disabilità della ragazza al capostazione e lui avrebbe spostato il treno al primo binario”.

A leggere quanto riportato viene spontaneo domandarsi cosa Campobasso stia facendo per venire incontro all’esigenza di un turismo accessibile. Domanda più che legittima alla luce dell’incontro organizzato da “Molise Verso il 2000” lo scorso 2 Luglio, il cui obiettivo era proprio quello di “promuovere e rafforzare l’offerta turistica accessibile e sostenibile attraverso l’attuazione e la diversificazione dei prodotti/servizi turistici nelle aree target”. Obiettivo che però non sembra ancora raggiunto, se si pensa alla storia che ha coinvolto i due ragazzi.

Come detto in precedenza, il turismo accessibile è un elemento da cui ogni città non può più prescindere. In questo senso, non sorprende la battaglia che Iacopo Melio, studente fiorentino di Scienze Politiche, combatte ormai da tempo. Stando a quanto pubblicato sui social dal ragazzo, è inammissibile quanto la vita di un cittadino con problemi di mobilità possa essere era difficile al giorno d’oggi, in un’epoca in cui spostarsi liberamente significa essere messi in condizione di recarsi sul posto di lavoro, visitare le bellezze del proprio paese ma anche tessere relazioni sociali, diventare parte di una comunità. Un concetto alla base dell’hashtag ormai diventato onlus #vorreiprendereiltreno.

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