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La cottura e il condimento della pasta…qualche anno fa

Era tutto un cerimoniale che richiedeva tempo e attenzione.

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Cottura della pasta comprata

A fine 800, anche nei paesi di montagna, cominciò a diffondersi ed a prendere piede l’uso della pasta comprata, per chi poteva permetterselo, anche una volta la settimana. Mi raccontavano con orgoglio che era una festa per i bambini e ragazzi. A Fraine, i ragazzini la chiamavano genericamente “Li Maccarune”, riferita alla pasta di qualsiasi formato. Io penso che il diffondersi della pasta comprata sia stato un piccolo sollievo per le donne che ogni giorno, almeno una volta al giorno, dovevano preparare la pasta fatta in casa. Le donne avrebbero potuto dedicare più tempo per altre mansioni. …  Mi dicevano che varie famiglie, a Fraine, sempre a fine ‘800, facevano arrivare, periodicamente, cassette di cinquanta chili di pasta, di vari formati; la chiamavano:  “Li Maccarune di la Fara” perché prodotta a Fara San Martino (comune abruzzese dell’Altosannio ai piedi della Maiella).Questa pasta andava cotta in abbondante acqua salata, sul fuoco, a fiamma viva. Veniva utilizzato “Lu Cutture pe le Sagne, di rame”, che normalmente veniva usato per la pasta di casa.

Per la cottura, si seguiva più o meno lo stesso metodo utilizzato per far cuocere la pasta fatta in casa. Nel momento in cui si versava la pasta nell’acqua, questa doveva essere bollente, doveva visibilmente bollire. Immediatamente, la pasta, lunga o corta, veniva “girata” per non farla “attaccare”.Allo scopoveniva utilizzata “Na Furcinella“ di legno duro, dal manico lungo; bisognava stare attenti nell’usarla, per evitare che la pasta si spezzasse. La pasta lunga, come gli spaghetti, ad esempio, andavano ........
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http://www.altosannio.it/la-cottura-e-il-condimento-della-pastaqualche-anno-fa/

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