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ULTIMO NATALE PER L'OSPEDALE CARACCIOLO?

Sembrerebbe di sì. Ecco l'impietosa analisi della struttura di frontiera a cui stanno togliendo l'ossigeno. E la politica che fa? Dorme. Auguri!

REDAZIONE
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AGNONE. Domani mattina, come consuetudine, il Vescovo di Trivento, S.E.R. Mons. Domenico Scotti, si recherà presso l'ex Ospedale Caracciolo per visitare gli ammalati ricoverati, incontrare il pesonale medico, infermieristico ed amministrativo, e celebrare per tutti nella cappella ospedaliera : ancora c'è la possibilità, quest'anno... Ma quale Caracciolo troverà? Sicuramente, dall'ultima visita in Quaresima, qualcosa è cambiato, ma non in meglio: non esiste, dal 18simo giorno del mese, reperibilità pomeridiana dei medici radiologi; il reparto fantasma di ostetricia e ginecologia rimane tale, con nessuno in servizio il 24, il 25 e il 26 dicembre e 31 dicembre 2011 e 1 gennaio 2012, a meno che il Primario Falasca non sia reperibile, cosa che non è dato di sapere; sembra che l'ufficio tecnico della ASREM, coordinato dall'ing. Spallone, a seguito di una denuncia alla Procura della Repubblica di Isernia per mancanza di privacy dei pazienti, avrebbe individuato in circa 900.000 euro i lavori da eseguire al primo piano del Caracciolo (ex Ginecologia) per mettere a norma la dialisi, ma secondo insistenti voci di corridoio la spesa è giudicata esorbitante e si considera la dialisi già chiusa e fuori legge, dato anche che il centro HUB è Isernia, per cui si paventa la centralizzazione di tutte le attività relative nel capoluogo provinciale, con disagi incredibili per i pazienti: d'altronde, in un incontro sindacale, a seguito - sembra - di una lettera della Dirigente Saniaria del Caracciolo, Dott. Sferra, che comunicava la riduzione delle reperibilità tra cui quelle della dialisi, sarebbe stato proposto un piano di ridimensionamento e di taglio per il settore tecnico da 84.000 euro a 68.000 euro, circa 16.000 euro da imputare al capitolo dialisi: per cui, il medico che dializza per necessità o emergenza fuori dall'orario di servizio, se accade qualcosa ai macchinari e il paziente muore, è lui responsabile del fatto, perchè non esiste assistenza tecnica! Un piccolo taglio, verso la consunzione e chiusura... ; la convenzione al Pediatra Evangelista, richiesta dalla Dirigenza Amministrativa locale, non è stata rinnovata, mentre lo è quella del Dott. Gaspari per le colescisti in laparoscopia; inoltre, da un attento esame del Decreo 80, si è finalmente capito che le risorse assegnate al Caracciolo sono 9,5 milioni di euro di cui 7,3 di personale: cifre che andranno al tavolo tecnico e dalle quali non si uscirà, mentre a Venafro sono circa 13 milioni e a Larino 17: con questo stanziamento, niente laboratori analisi e radiologia, non compresi nei costi, niente servizi di pediatria, oculistica, otorinolaringoiatria e ortropedia se non ad esaurimento, non citati, nè cucina, nè autisti: con la somma di 2,2 milioni di euro si riescono a garantire solo 4 mesi di attività, oppure a ridurre l'attività del Caracciolo al 30% attuale, dopo il crollo del valore complessivo dei DRG a 4 milioni di euro (anno 2009: 9,5 milioni di euro) e della specialistica a circa 1,5 milioni di euro (2009: 2,5 milioni di euro): sarebbe necessario che almeno su questo punto tutte le forze politiche locali di destra e di sinistra intraprendano azioni decise e congiunte, oltre che rapide, verso la Regione Molise per chiedere pari dignità di risorse per il Caracciolo rispetto a Venafro e Larino, perchè con 13 milioni di euro fare assistenza sanitaria ospedaliera in Alto Molise - Alto Vastese - bacino del Trigno è possibile farla ancora, con cifre inferiori, buona morte per consunzione! Da questo quadro, si capisce che le nubi sono fosche: e il silenzio opprimente, eccetto l'azione dei comitati non può bastare. Buon Natale per il Caracciolo come ultimo Natale o... non tutto è ancora perso? Il bambino... sta morendo!
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