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Il fondo/ Buon anno a tutti, peccato che la solfa sia sempre la stessa

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AGNONE. Un altro anno è passato. Per Agnone il peggiore dal dopoguerra ad oggi. I dodici mesi appena andati in soffitta ci hanno consegnato una realtà disarmante che conferma il trend dell’ultimo decennio. Lavoro, sanità, spopolamento, viabilità e una povertà che aumenta inesorabile (basta sbirciare l’ultimo rapporto Caritas consultabile sul sito della diocesi di Trivento) rappresentano i maggiori problemi che affliggono un territorio difficile come quello del Molise altissimo sempre più abbandonato a se stesso. Problematiche alle quali nessuno riesce a dare risposte o meglio ancora apportare cambiamenti. Tuttavia quello che maggiormente ci preoccupa è la rassegnazione e l’immobilismo che attanaglia la nostra gente quasi che abbia perso le speranze. Quasi che non se la sente più di lottare. Della politica (per oggi) sinceramente preferiamo non parlare, ne abbiamo le scatole (evitiamo di usare un termine caro Feltri) piene, delusi da un modo di fare, anzi di non fare, imbarazzante, sconcertante che ci lascia allibiti. Così alla lotta si preferisce la via della fuga magari facendo rientro al paesello (sempre a patto di avere ancora un genitore o un parente in vita) a Natale o ferragosto per consumare pranzi luculliani. Lo abbiamo potuto constatare ancora una volta anche in queste festività natalizie. Tutto da copione. E chissenefrega se l’ospedale e le attività commerciali chiudono, chissenefrega se il mondo rurale resta ancora oggi emarginato e isolato, chissenefrega se per arrivare in Val di Sangro ancora si fanno le transoceaniche su strade paragonabili a mulattiere (vedi il primo tratto della provincia di Chieti per Rosello), chissenefrega se una puerpera rischia di perdere il bambino che porta in grembo, chissenefrega degli anziani con pensioni miserabili, di giovani disoccupati e di persone meno fortunate di noi. D'altronde lor signori non hanno di questi problemi. Potremo continuare con dati alla mano ma preferiamo fermarci qui. L’importante è apparire o riverire con garbo il signorotto di turno che torna a far festa, di strisciare e stendere il tappeto al politico di turno o peggio elemosinare un posto da usciere (con tutto il rispetto per gli uscieri), pratica amata dall’allora Democrazia Cristiana. Demagogia? No, oseremo definirla realtà che sicuramente non scopriamo oggi, ma che a inizio di un nuovo anno vogliamo rimarcare dalle colonne di questo sito sempre più libero e vicino alla gente quella che quotidianamente continua a darci fiducia leggendoci. Dimenticavamo: Agnone nel 2011 ha cambiato amministrazione, peccato che la solfa sia sempre la stessa. Perdono, avevamo promesso di non parlare di politica... Buon anno a tutti!
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