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DIALISI, NIENTE PIU’ REPERIBILITA’ DIURNE PER GLI INFERMIERI E SCOPPIA IL CAOS. PROBLEMI ANCHE IN CHIRURGIA

Per riportare la calma necessario l'intervento dei carabinieri e del vicesindaco, Zarlenga

redazione
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AGNONE. Niente più reperibilità diurne per gli infermieri e in Dialisi scoppia la rivolta. Pomeriggio concitato quello vissuto ieri al primo piano dell’ospedale San Francesco Caracciolo. Infatti, appena appresa la notizia proveniente da Campobasso, i dializzati hanno minacciato di non sottoporsi a terapia. Necessario l’intervento dei carabinieri, del vicesindaco, Nunzia Zarlenga e del direttore della pastorale sanitaria della diocesi di Trivento, don Francesco Martino che con un blitz a Campobasso è riuscito ad “estorcere” (almeno) le reperibilità notturne fino al 31 gennaio. Scene già viste nel mese di giugno, quando ci fu il tentativo di sopprimere le reperibilità all'unico medico in servizio in Dialisi. Come in quell'occasione è prevalso il buon senso e alla fine i dializzati si sono sottoposti a terapia, ma al tempo stesso promettono battaglia. Chiedono che il servizio funzioni h24 perché in gioco c’è la loro vita. Impossibile dargli torto. Della scottante vicenda interessato anche il comitato Articolo 32. CHIRURGIA – Blocco delle attività chirurgiche. E’ il rischio a cui si va incontro se entro il 18 gennaio l’Asrem non rimpiazzerà uno dei due anestesisti che prenderà servizio a Lamezia Terme (Catanzaro).
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