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Travaglio al vaglio 7 – Mariuolo di reputazione fissato su Renzi

Concia frasi espressionistiche pur di dimostrare il suo odio verso Renzi

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Enzo Carmine Delli Quadri

Nel suo articolo del 17 maggio scorso, Travaglio ha rimproverato il PD di aver trascurato le sue bandiere storiche quali la lotta al precariato, alla povertà, ai salari e alle pensioni da fame, alla corruzione, alla prescrizione, alla privatizzazione dell’acqua, alle grandi opere inutili e inquinanti come il Tav, ai vitalizi e agli altri privilegi della casta. 
Vediamo di capire meglio queste sue accuse davvero inconcludenti.
Il tapino pensa ancora, come tutti i digiuni di economia e come tutti i sepolcri imbiancati del comunismo, che per vincere il precariato o la povertà o le pensioni di fame, sia sufficiente togliere a chi ha qualcosa in più, per darlo a chi ha qualcosa in meno, la famosa distribuzione della ricchezza. Non sa il tapino che per distribuire ricchezza occorre, prima, crearla. Tutti saremmo d’accordo se, aumentando la ricchezza nazionale, gran parte andasse ai più deboli. Purtroppo, l’Italia già dal 1990 è entrata in una situazione di diminuzione del PIL relativo; le crisi o le inflazioni al 25% e la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie è sotto gli occhi di tutto. Tutti lo sanno, anche Travaglio lo sa, ma nella sua funerea visione anti-renziana, non riesce a dare atto ai Governi Renzi e Gentiloni di aver dato un giro di volta ai Conti dello Stato che stavano saltando, riportando il PIL da terreno negativo a terreno positivo e attuando riforme quali l’industrai.4 e il job act che , checché ne dicano sprovveduti e interessati dell’opposizione berlusconiana o leghista, hanno consentito in quel periodo un milione di lavoratori in più. Senza dimenticare i poveri, perché si ebbe modo e tempo di attivare il REI, reddito di inclusione per una cifra di circa 2 miliardi che, nelle intenzioni dei governanti del centro-sinistra, sarebbe stata raddoppiata ad inizio della nuova legislatura. Quanto alla TAV, ai vitalizi, alla prescrizione, sono parole utili a riempire la frase. Un giornalista che si rispetti non dovrebbe dimenticare che durante i governi Renzi e Gentiloni sono state affrontate situazioni forse più importanti dei vitalizi, ma Travaglio dorme su di essi e non consulta il suo archivio. Dimentica:

  1. Diritti civili: Unioni civili, divorzio breve, fondo per l’autosufficienza.
  2. Meno tasse più crescita: via le tasse sulla prima casa; riduzione dell'Irap (imposta regionale sulle attività produttive) e dell'Ires; azzeramento dell'Irpef agricola; esenzione totale dei contributi per agricoltori under 40 per avviamento impresa agricola; abolizione Equitalia.
  3. Ambiente: Ratifica accordo di Parigi sul clima. Eco reati (tutela legale del territorio, ambiente e salute); Eco bonus (risparmio energetico).
  4. Sociale:riforma terzo settore e servizio civile; legge sul dopo di noi; politiche a sostegno della natalità (bonus asilo nido, congedi obbligatori, fondo natalità, bonus mamma, buoni baby sitting), spreco alimentare (evitare macero di 5,6 milioni di tonnellate di alimenti).
  5. Giustizia: processo civile telematico, reato di depistaggio (soprattutto per le stragi).
  6. Sicurezza e legalità: Introduzione dell’omicidio stradale, fondo di garanzia per le vittime della stradale; legge contro il caporalato che ha permesso il sequestro di 7.591 aziende in cinque anni.
  7. Cultura: Direttori musei (riforma del sistema museale), Art bonus (collaborazione pubblico-privato nel settore culturale), riforma cinema e audiovisivo, editoria (pluralismo editoriale e sostegno alla stampa locale e ad enti no profit), 18app (bonus di 500 euro agli studenti per aiutare la loro formazione), turismo sostenibile.
  8. Riforma Scuola: investimenti in nuovi edifici e ristrutturazione dei vecchi, 115.800 i precari stabilizzati, 52.000 i nuovi insegnanti assunti, alternanza scuola lavoro, contratti di apprendistato, 500 euro annui per aggiornamento e formazione del singolo docente.
  9. Riforma Pubblica Amministrazione: contratto per 3.200.000 pubblici dipendenti. 

In particolare, Travaglio dimentica che quei due governi hanno investito sulla scuola 4 miliardi e sulle sue infrastrutture 5 miliardi. Il Governo del Cambiamento ha ridotto i finanziamenti per 4 miliardi.
Non soddisfatto di questo, sempre nell’articolo suddetto, Travaglio si scaglia anche contro il nuovo segretario del PD, Zingaretti,per una gaffe del suo nuovo tesoriere e, udite, udite, anzi leggete, leggete, perché propone l’ex lettiana e poi renziana De Micheli vicesegretaria, l’ex renziana Serracchiani vicepresidente, i renziani Delrio e Marcucci confermati capigruppo. A cui aggiunge le marcette Pro Tav a braccetto con FI e Lega, le candidature in Europa di vecchi dinosauri come Toia, Cozzolino, Bresso, di pasionarie turborenziane come la Bonafè e la Picierno, di personaggi incompatibili come Pisapia e Calenda. A questo aggiunge la convergenza sul PD, come espressione di voto alle prossime elezioni, dell’ex onorevole Cirino Pomicino.
Uhhh perbacco, perdindirindina, acciderba, accipicchia…. Il problema non sta nel programma del Pd, nelle sue riforme, nella onestà morale e intellettuale delle persone, no, il problema sarebbe ancora una volta Renzi, nominato, in forma aggettivale ben 5 volte in una frase di due righe. Come dire che la lingua batte, pedantemente, dove il dente duole: la politica e il giornalismo ridotti a barzelletta. 
Credo che abbia ragione l’ex onorevole Cirino Pomicino, quando accusato dal giornale di Travaglio di essere un mariuolo, così gli risponde: Caro direttore, lei non riesce a parlare o a scrivere senza volgarità e falsità. Lei è il nuovo “aretin tosco che di tutti disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir non l’ho mai visto”. Un solo termine non posso farle passare, quello di mariuolo detto probabilmente in uno spunto onirico ……  È fin troppo noto che lei sia un mariuolo di reputazione altrui così come accertato dalla magistratura e se io sono stato condannato per aver finanziato la politica democratica di questo paese lei è stato condannato per diffamazione ……. Ho incontrato casualmente Zingaretti e gli ho detto che vista la situazione politica e il fallimento di ogni tentativo di ricomporre i democratici cristiani avrei votato il Pd unico partito non personalizzato e plurale. Se ha qualche problema, sono uno specialista in malattie nervose e mentali e una chiacchierata potrebbe farle bene.
Niente da aggiungere

 

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Enzo Carmine Delli Quadri

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