Conte al Quirinale per l'incarico di premier del governo giallorosso: Salvini al tappeto

| di Viviana Pizzi
| Categoria: Attualità
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Il Conte gialloverde è stato definitivamente archiviato ieri sera, con le seconde consultazioni avvenute al Quirinale in cui è stato dato spazio alla nascita del governo giallorosso figlio dello stesso padre, Giuseppe Conte. Frutto dell'accordo tra il Movimento Cinque Stelle (prima forza parlamentare sia alla Camera che al Senato) e il Pd (seconda forza parlamentare sia alla Camera che al Senato). 

Ora il premier originario di Volturara Appula è al Quirinale per ricevere dal Capo dello Stato l'incarico per la formazione del nuovo Governo. Con Luigi Di Maio, capo politico del Movimento Cinque Stelle e Nicola Zingaretti segretario del Pd pronti a cooperare per la nascita dell'unico esecutivo possibile in grado di evitare un ritorno alle urne che sarebbe stato quantomeno affrettato non solo nei tempi ma perché chiesto da una sola forza politica, la Lega, che in parlamento è la terza forza sia alla Camera che al Senato. Appoggiata da Fratelli d'Italia e da Forza Italia che erano pronte con le loro piccole percentuali ad appoggiare un partito, quello di Matteo Salvini, che stando ai sondaggi avrebbe dovuto sostituire nei numeri i pentastellati. 

Matteo Salvini, preso dalla fretta di capitalizzare i favori ottenuti alle Europee dai suoi elettori, ha messo in atto un vero e proprio suicidio politico. Innescando una crisi d'agosto che nessuno avrebbe voluto. Nemmeno un quarto dei suoi possibili votanti che lo hanno immediatamente abbandonato, non appena ha parlato di scomodare tutti da ombrelloni e sdraie per tornare a fare campagna elettorale, l'unica cosa che il ministro dell'Interno gialloverde ha saputo fare negli ultimi 14 mesi che è stato al Governo. 

E' andato per suonarle e gliele hanno suonate. Questa la sintesi di quanto avvenuto negli ultimi venti giorni d'agosto nella politìca italiana. Grazie a Salvini, il premier Giuseppe Conte ha potuto dimostrare la sua solidità politica e il suo attaccamento alla Costituzione. Conte si è mostrato anche capace di contestare le strumentalizzazioni che sono venute fuori nei 14 mesi leghiste. Le prime sulla religione e sui diritti civili. Conte ha condotto una crisi di governo trasparente dove ha saputo spogliare Salvini e la Lega dalle loro contraddizioni. Il ministro dell'interno ha cercato di rientrare sul carrozzone proponendo a Luigi Di Maio di diventare premier. Ma non  ha azzeccato nemmeno questo, non tenendo in considerazione che il Movimento Cinque Stelle, non avendo alcuna intenzione di votare e di compiere suicidi politici, non avrebbe in nessun modo accettato di tornare alleato della Lega. Salvini non ha ritenuto possibile l'alleanza Pd e Movimento Cinque Stelle. 

Insomma questo pazzo agosto politico ha definitivamente suicidato il centrodestra. Inutili sono gli appelli di Salvini e Meloni di scendere in piazza. Con la possibilità di essere schedati se ci si mostra intemperanti, come proprio il decreto sicurezza bis, fortemente voluto dal capitano che ora è tornato a essere soldato, ha chiesto fortemente. 

Ora a Conte e ai partiti il compito di nominare i ministri. Una delle novità in campo è il ritorno del ministero per le pari opportunità ma che potrebbe essere assegnato a Vincenzo Spadafora, uomo di fiducia del premier. Nelle prossime ore ne sapremo di più. L'obiettivo è ora più vasto: in ballo ci sono possibili alleanze per le elezioni regionali e amministrative future. 

Viviana Pizzi

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