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Fondi editoria: la proposta del PD al governo

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Sull'erogazione dei fondi al settore editoriale le cose devono cambiare. Lo chiedono da tempo i diversi attori in gioco e il PD su questo tema sta per presentare una proposta di legge di cui scopriamo i capisaldi in un'intervista di Fasi.biz con il senatore Vincenzo Vita. Quest'ultimo però ci tiene a sottolineare: "Non è una riforma". Senatore Vita, qual è la vostra proposta? Il Partito democratico sta lavorando a un testo, ma non la definirei una riforma del settore. Per prima cosa chiediamo di aprire finalmente il fondo per l'editoria anche alle pubblicazioni in formato elettronico. In secondo luogo, si chiede di riformare la parte relativa alla fisionomia delle cooperative di giornalisti, dato che al momento la normativa che si è sedimentata negli anni è irta di trabocchetti. Ma il punto chiave è rendere più rigorosi i criteri di erogazione del fondo. Finora c'è stata una lotta senza fine per ampliarlo dopo che i tagli di Tremonti ne avevano ridotto l'ammontare a circa 120 milioni di euro, una cifra assolutamente insufficiente. Due sono i punti essenziali su cui intervenire: da un lato il numero di contratti a tempo indeterminato stipulati dalle strutture editoriali, dall'altro il rapporto tra tiratura, distribuzione e vendite. Bisogna rendere più trasparente la natura delle sovvenzioni ed eliminare un bel po' di testate fittizie, collegate magari a qualche parlamentare. Qual è la risposta del governo? Informalmente il confronto è già iniziato, ma partirà ufficialmente con l'audizione del sottosegretario Peluffo in Commissione Cultura a Monte Citorio, rimandata a causa del voto di fiducia sul dl liberalizzazioni. Presumo che si svolgerà la prossima settimana. L'obiettivo finale? Questo sarebbe un modo per vincolare per almeno un triennio i fondi a dei criteri più stabili. Fonte Fasi
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