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Covid 19, Albino Iacovone sulla struttura Tavola Osca: non sarebbe stato meglio requisire la struttura e utilizzare ad Agnone il personale impiegato a Venafro?

| di Albino Iacovone
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Oggi, dal TGMolise ore 14,00, apprendo dal Direttore Generale Asrem Dott.Oreste Florenzano:

””Ad Agnone ci sono stati più problemi. Perché in verità non si è riusciti ad interloquire in maniera efficace dopo che loro hanno comunicato che non erano in grado di gestire la situazione. Alle 14 di quel giorno hanno addirittura avvisato che avrebbero consegnato le chiavi della struttura (ndr. Casa di Riposo di Agnone) lasciando i vecchietti senza prima colazione nel giorno successivo””. 

      Sempre oggi 7/04/2020, dall’ ANSA-Regione Molise- apprendo dal Commissario del Comune di Agnone dott.ssa Giuseppina Ferri:

““Non avevano più assistenza nella struttura. Il trasferimento è avvenuto durante la notte  in quanto deciso ieri sera dalla Conferenza permanente della Regione. Sono tutti pazienti asintomatici o parasintomatici, come mi riferiscono i medici, che avranno assistenza sanitaria al ‘Santissimo Rosario’ di Venafro. Ad Agnone si era aperta un’emergenza sanitaria, ieri abbiamo dovuto assicurare i pasti tramite la Protezione Civile”.

Il Dipartimento della Protezione Civile e quindi, credo, in campo regionale, il Presidente della Regione, puo’ disporre, ai sensi e per gli effetti della normativa in oggetto, la requisizione da soggetti pubblici o privati di presidi sanitari e medico-chirurgici e di beni mobili necessari per fronteggiare l’ emergenza sanitaria.

Mentre il Prefetto può disporre la requisizione di alberghi o altri immobili aventi analoghe caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria.

 Per maggiore chiarimento riporto l’ articolato in questione :

 “”L’art. 6 tratta di requisizioni in uso o proprietà disponendo che il Capo del Dipartimento di Protezione Civile possa disporre la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria previa corresponsione di indennità. Si prevede inoltre che nei casi in cui occorra disporre temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili esigenze connesse con l’emergenza, il Prefetto, su proposta del Dipartimento della protezione civile e sentito il Dipartimento di prevenzione territorialmente competente, possa disporre, con proprio decreto, la requisizione in uso di strutture alberghiere o di altri immobili con analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.””

Faccio, quindi, senza pretese, una mia riflessione :

I pazienti della Casa di riposo di Agnone, essendo asintomatici o parasintomatici devono essere messi in sorveglianza con assistenza sanitaria.

I responsabili della struttura privata hanno dichiarato, come riporta il Commissario prefettizio e il Direttore Generale Asrem, di non avere piu’ la possibilità di assisterli, tant’è che si è reso necessario il 6 aprile assicurare i pasti tramite la Protezione Civile.

Il D.G. Asrem ha, inoltre, riferito di aver dovuto assumere personale sanitario ( infermieri e OSS) per assistere i nostri cari vecchietti presso l’ Ospedale di Venafro, ove nella serata del 6 aprile sono stati trasferiti.

 

Sembrerebbe, da quello che ho letto, che la casa di riposo è un immobile nuovo e con una capienza di 30 posti.

Se tutto ciò risponde a verità , mi chiedo:

  • non sarebbe stato meglio, per tutta una serie di ragioni che non sto qui ad elencare, procedere alla requisizione dell’ immobile privato e ai relativi beni mobili continuando la sorveglianza sanitaria nella stessa Casa di Riposo con l’ utilizzo dello stesso personale sanitario assegnato, per le stesse ragioni, all’ Ospedale di Venafro ?

 

Cio’ posto, giro le mie osservazioni e la mia domanda, a chi di dovere, per una risposta chiarificatrice , in primis, ai  familiari dei pazienti e, in secundis, per la valenza generale e per il clamore che la vicenda ha suscitato, ai Molisani e, in particolare, ai cittadini di Agnone e Belmonte del Sannio.

      Lì, 7 aprile 2020                                                                     

                                                                 Il cittadino: Albino Iacovone,già Sindaco di Castelverrino

Albino Iacovone

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