Agnone in fase 2, cittadini che ieri si scagliavano contro i rom tutti in difesa delle libertà dei loro figli: oltre alle attività ieri sono ripresi gli assembramenti

| di Maria Carosella
| Categoria: Attualità
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Lockdown nuova fase due da ieri 18 Maggio. Molti locali hanno riaperto finalmente dopo un lungo periodo di  chiusura. Ieri in effetti il clima percepito in paesi e città era di una libertà riconquistata almeno in parte dopo una lunga e penosa segregagazione.A Agnone i negozi finalmente aperti, i bar e ristoranti, parrucchieri, estetisti hanno con le dovute misure di sicurezza accolto i clienti. Certo la nuova fase 2 di lockdown attuale ancora impone regole rigide per evitare una recrudescenza della pandemia. Percio' l'obbligo di utilizzo di materiale monouso, ganti,distanziamento sociale, mascherine.e soprattutto tanta responsabilità da parte di ognuno di noi e tanto buonsenso per non riprecipitare drasticamente e con conseguenze non controllabili in fase 1.

Ci si appella al buonsenso, anche se non tutti dimostrano di averlo. Ieri sera abbiamo ricevuto segnalazioni di un assembramento di giovani in una villa comunale di Agnone. Molti cittadini ce l'hanno segnalato inviandoci video e foto. Come siamo abituati a fare non censuriamo alcun tipo di notizia o di ripresa nel nostro diritto di cronaca purchè consona al rispetto dei codici deontologici. Le video- riprese in pubblica piazza, mostravano folti gruppi di giovani in assembramento. E' bene evitare in questa fase gli assembramenti come da ultimo DPCM, anzi sono proibiti.

Dopo aver pubblicato il video  siamo stati inondati da commenti e offese addirittura minacce dagli autori stessi dell'assembramento, da alcuni personaggi che scambiano la libertà con il libertinaggio e ciò che meraviglia sono scesi subito sul piede di guerra  i  genitori dei giovani presenti numerosi in quella villa comunale. Viene spontaneo paragonare l'assembramento agnonese ai tanti altri avvenuti in tante città e paesi, che hanno violato regole e messo a rischio la salute degli altri. Però si utilizzano metri e misure diverse di giudizio a secondo dei partecipanti, se sono persone di etnia rom partecipanti ad un funerale il giudizio quasi unanime è di condanna, ma se so i nostri figli , poverini hanno ragione

Ci vuole misura e buonsenso in tutto e se ne siamo capaci tuteliamo i diritti dei nostri giovani ma anche quelli di persone che per tanti motivi sono esposte ad alto rischio covid 19 a cominciare dai nostri anziani o i nostri cari affetti da patologie molto serie in atto.

 

Maria Carosella

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