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Furbetti delle 600 euro, Greco prende le distanze da Gravina: non si può difendere l'indifendibile

| di Andrea Greco
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il mio silenzio sulla vicenda del bonus Covid da 600 euro ha una sola motivazione: aspettare le scuse pubbliche di alcuni portavoce nei confronti dei cittadini. Scuse che ad oggi, però, non sono arrivate neanche da rappresentanti delle istituzioni che "militano" nel MoVimento. Di conseguenza trovo giusto raccontarvi ciò che penso nonostante le dita sulla tastiera pesano come macigni, ma Pertini avvertiva che "la coerenza è comportarsi come si è, non come si è deciso di essere".
 
Prima di ogni doverosa riflessione, voglio dire che la politica è quel mondo strano dove spesso tutti accorrono quando ci sono momenti belli, mentre tutti fuggono di fronte alle fisiologiche difficoltà. Non intendo farlo per onestà intellettuale, e per il fatto che io sono stato una delle persone che accanto a Roberto Gravina ci ha messo la faccia chiedendovi fiducia. Per cui regola numero uno: non si scappa di fronte ad un fatto simile. Le prime cose da fare sono piuttosto chinare il capo, cospargerselo di cenere e chiedere scusa, cosa che tutti ci aspettavamo di sentire.
 
Senza giri di parole, non mi è piaciuto leggere il suo nome tra i beneficiari di quella misura di sostegno al reddito. Un fatto che mi sarei aspettato da un qualsiasi esponente della Lega, da un sindaco del PD, non certo da una persona dalle spiccate qualità umane come Roberto. 
 
Il bonus di cui tanto si parla in questi giorni era destinato a liberi professionisti davvero in difficoltà, i quali hanno subito un calo del fatturato di certo non dovuto a un loro eventuale secondo impiego, tra l'altro ben retribuito come quello da sindaco di Campobasso. 
 
Parliamo di una misura pensata e voluta dal Governo in un momento di straordinaria difficoltà e che, come detto dall'amico e Ministro Luigi Di Maio, serviva per mettere al sicuro chi da un momento all'altro si trovava ad affrontare un'emergenza sanitaria ed economica col rischio di non percepire alcun reddito. 
 
Certo, la legge permetteva di percepire il bonus anche a politici e amministratori locali, ma un passo indietro in tal senso sarebbe stato certamente gradito a tutti, durante una pandemia. 
 
Un dovuto passo indietro che, a differenza di altri, hanno fatto i miei colleghi Vittorio Nola e Valerio Fontana, possibili percettori del bonus. 
 
La verità è che ognuno sceglie i propri modelli di riferimento, e il MoVimento 5 Stelle fonda le sue radici e il suo successo su comportamenti diametralmente opposti da questi. Se dovessi smettere di indignarmi per questi accadimenti dovrei smettere di fare politica, con tutto che c'è una differenza abissale tra un amministratore locale e un deputato, o un assessore regionale. 
 
Non chiedetemi quali saranno le conseguenze di tutto ciò, perché il MoVimento ha organi preposti a vagliare queste situazioni. Quello che posso dire è che questo maledetto Covid ci ha portato via tante cose, ma non gli permetterò di portarci via i nostri ideali fondanti e i nostri sogni, né lo permetterò ai detrattori e parassiti che vogliono vederci scomparire, perché sono gli stessi che la nostra terra se la sono sbranata.

Andrea Greco

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