Partecipa a Alto Molise

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

Gli investimenti online degli italiani stanno aiutando il Paese

Condividi su:

Durante il lockdown, moltissime persone si sono avvicinate al mondo degli investimenti online, anche grazie alla possibilità di aprire dei conti demo senza impegno e di copiare automaticamente i broker migliori (il cosiddetto “social trading”). Inoltre, le piattaforme di trading più utilizzate offrono una vasta gamma di asset su cui investire, dalle azioni tradizionali alle più nuove criptovalute. Tra queste, il bitcoin rimane la “moneta digitale” più chiaccherata. Ma gli italiani sono pronti investire? E quali asset preferiscono?

Pochi risparmi, pochi investimenti

Storicamente, gli italiani non sono un popolo che si affida alla finanza e, se proprio vogliono investire in qualcosa, guardano alle attività immobiliari piuttosto che agli impieghi finanziari. Questo dato è legato a una statistica: l’Italia ha la popolazione più vecchia d’Europa, con il 23% del totale dei cittadini che ha un’età superiore ai 65 anni, e il reddito mediano dei più anziani è inferiore a quello degli altri Paesi europei. Per di più, il 26% della popolazione ammette di non riuscire ad accantonare dei risparmi perché le spese assorbono tutte le entrate familiari. Questi dati confluiscono in un’ignoranza generale dell’ambito finanziario, che per 1 italiano su 5 resta un mistero. Perché allora negli ultimi anni, sempre più italiani si sono interessati al trading di prodotti finanziari?

Sale l’interesse per la finanza

L’inversione di rotta degli utlimi anni evidenzia la necessità da parte degli italiani di avere maggiori sicurezze riguardo i propri soldi: l’anno scorso il 35% dei cittadini “bancarizzati” (quindi titolari di un conto corrente e potenziali investitori) si è detto intenzionato ad accantonare dei risparmi o ad avviare una forma di previdenza integrativa (+9% rispetto all’anno precedente) e la quota sale al 53% tra gli investitori.

Quest’anno, le tendenze si sono accentuate dopo la l’emergenza Coronavirus.

“Durante la pandemia, la volatilità e l'incertezza sul mercato hanno aumentato l'interesse e la domanda degli utenti sull'investimento online e mentre lavoravano da casa in realtà avevano più tempo per aprire conti e iniziare a fare trading” racconta Yoni Assia, CEO di eToro, in un’intervista a TgcomLab. Questo spiega i 2 milioni di nuovi utenti che la nota piattaforma di trading ha acquisito in 6 mesi, facendo sbalzare la quota utenti a 14 milioni.

Dove investono gli italiani

Un sondaggio condotto da eToro ha svelato dove gli italiani preferiscono investire: al primo posto c’è il mercato finanziario, poi quello immobiliare, segue l’acquisto di oro, e infine ci sono le criptovalute. In particolare, il gruppo dei “millennials” è il più curioso verso Bitcoin e simili, mentre i senior li prendono in considerazione ma restano diffidenti.

Attenzione e prudenza con i risparmi

In questa fase di riapertura post-lockdown, i risparmi privati possono essere il fattore decisivo nella ripresa dell’economia del Paese e, secondo la ricerca Schroders Global Investor Study 2020, quasi 1 italiano su 2 è pronto a investire per dare il proprio contributo. Tuttavia, rispetto ai colleghi internazionali, gli investitori italiani si sono dimostrati prudenti con i loro risparmi: il 22% ha preferito riallocare una parte significativa del portafoglio su investimenti con rischio inferiore.

La cultura finanziaria è ancora scarsa

Un altro dato interessante è il livello di educazione finanziaria della popolazione: 1 italiano su 2 ammette di non avere le competenze necessarie per investire in autonomia. Per questo motivo, il 30% delle persone preferisce affidarsi a un consulente finanziario e anche il 30% di chi solitamente investe per conto proprio ammette di aver sentito la mancanza di una consulenza professionale in questo periodo di crisi.

In alternativa, più del 50% degli investitori ha indicato i giornali e le pagine finanziarie dei quotidiani come principale fonte di aggiornamento. Alcuni seguono anche dei videoblog specifici su YouTube, considerati attendibili dal 45% dei millennials, mentre i senior rimangono scettici.

Condividi su:

Seguici su Facebook