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Recovery Fund, ecco la richiesta del Pd di Agnone: completamento della dorsale Marche, Abruzzo, Molise

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il circolo Pd di Agnone propone di inserire nelle proposte che la Regione Molise invierà al Governo centrale in merito al Recovery Fund il programma di completamento del progetto viario lungo la dorsale adriatica denominato “Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise”. Consentirebbe di collegare il capoluogo di regione Campobasso alla zona industriale di Val di Sangro in circa 45 minuti attraverso un collegamento viario a scorrimento veloce.

Una reale possibilità di veder riaperto il viadotto “Sente-Longo”.

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 Il tema della ripartenza socio-economica post Covid-19 è ormai diventato di strettissima attualità politica, anche per l’imminente distribuzione dei vaccini, occasione questa che lascia intravedere una luce in fondo al tunnel nel quale siamo precipitati a causa della pandemia. La parola chiave in tutti i notiziari è Recovery Fund o più precisamente il programma di “ripresa e resilienza” chiamato Next Generation EU, ovvero i 750 miliardi che l’Unione europea a fine luglio ha messo sul piatto per rilanciare le economie dei 27 Paesi membri travolte dalla crisi del Covid-19.

Per accedere alle risorse del Recovery Fund, gli Stati membri devono presentare i loro progetti di Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR) strutturati coerentemente con gli obiettivi del Green Deal europeo (condizione preliminare ai fini di una valutazione positiva) e con le raccomandazioni specifiche per ogni Paese (CSR). Le risorse del Recovery Fund per l’Italia ammontano a circa 209 miliardi di euro e si apprestano a rivestire un ruolo strategico per la ripartenza soprattutto per quelle aree più duramente colpite dalla crisi.

Proprio in questi giorni il Governo sta predisponendo il PNRR che, a nostro avviso, dovrà necessariamente dar vita ad una stagione di rilancio delle aree interne, già martoriata dallo spopolamento e dalle desertificazione economica, che nell’ottica di una ripartenza post-crisi, saranno le zone a riavviarsi con più fatica e a manifestare le più profonde cicatrici dovute all’arresto dello sviluppo economico. Fondamentale sarà il contributo delle regioni nell’individuazione degli obiettivi strategici per rendere efficace il PNRR nell’ottica di un riequilibrio dello sviluppo territoriale. Di fronte a questa grande sfida a livello Comunitario, la nostra regione Molise, però, sembra mostrare ancora una volta scarse capacità di programmazione, arenandosi su solite posizioni asfittiche e soprattutto poco attente alle linee guida indicate dall’Unione Europea.

Un atteggiamento di tale superficialità da parte del nostro governo regionale rischia di far perdere a tutta la comunità molisana il treno del moto europeo di rilancio. Questi temi sono stati oggetto di discussione nell’ultima Assemblea di circolo del Partito Democratico di Agnone, dove è emersa la forte volontà da parte degli iscritti di avviare una azione partecipata e generale, che coinvolga i territori, le associazioni di categoria, i sindacati e tutti i gruppi di interesse regionali, mirata alla ideazione e progettazione di una via di sviluppo in linea con le raccomandazioni europee. Durante l’Assemblea è stato anche deciso di chiedere la convocazione di una Direzione regionale del PD monotematica per disegnare un percorso condiviso in questa direzione. I progetti per essere candidabili, ovvero coerenti con le linee guida dettate dell’UE, devono avere un respiro interregionale con un impatto positivo su tutto il territorio nazionale.

Pensiamo per esempio alla strategia UE per la Regione Adriatico e Ionica (EUSAIR) che mira a creare sinergie e favorire il coordinamento tra tutti i territori dei seguenti paesi: Italia, Croazia, Slovenia, Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia Erzegovina e Serbia. EUSAIR è costruita su 4 pilastri tematici crescita blu, collegamento della regione, qualità ambientale, turismo sostenibile. Coerente con il pilastro tematico “collegamento della regione” e nell’ottica di un maggior coinvolgimento delle aree interne si inserisce il programma di completamento del progetto viario lungo la dorsale adriatica denominato “Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise”. La Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise è un’infrastruttura strategica di cui si parla oramai da diversi anni, oggetto di numerosi accordi e intese tra Stato, Regioni e Province interessate. La sua realizzazione, per cui sono state stanziate già risorse importanti, è completata solo per alcuni lotti ma che ad oggi non è stata ancora completata nella sua interezza.

 Il protocollo d'intesa per la realizzazione della Pedemontana è stato firmato il 18 dicembre 2009, nella sede del Consiglio regionale a Pescara, dai rappresentanti delle tre regioni e delle province coinvolte, quelle di Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Chieti, Fermo, Macerata, Pescara e Teramo. Ultimamente è stato il Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo Marco Marsilio ad interessarsi della Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise, inviando lo scorso luglio una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al Sottosegretario alla Presidenza, Giancarlo Giorgetti, per richiedere l’inserimento della Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise ai Dpcm riguardanti la revisione delle reti stradali di interesse nazionale. Questa infrastruttura a scorrimento veloce oltre a consentire un accesso rapido all’entroterra marchigiano abruzzese molisano servirebbe anche ad alleggerire il carico di traffico sulla A14, un’autostrada che nel tratto passante per la Provincia di Fermo ed Ascoli Piceno si restringe da 3 a 2 corsie di percorrenza.

In definitiva la finalità dell’intervento è quella di attribuire alla Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise una funzione di collegamento e potenziamento dei rispettivi versanti adriatico ed appenninico interno. Si verrà così a creare un percorso longitudinale-transcollinare che si può distinguere principalmente in tre tratti: la Mezzina nel sud delle Marche, la Pedemontana che attraversa l'interno dell'Abruzzo e la Transcollinare nell'interno del Molise. Si tratta di un asse viario di estrema importanza per il Molise che consentirebbe di collegare il capoluogo di regione Campobasso alla zona industriale di Val di Sangro in circa 45 minuti attraverso un collegamento viario a scorrimento veloce.

Inoltre tale collegamento fungerebbe da traino per i territori attraversati, spesso aree ultraperiferiche che vivono una crisi economica ultradecennale accompagnata da uno spopolamento strisciante e che la recessione indotta dalla pandemia Covid-19 a finito di aggravare. Il tratto Transcollinare nell'interno del Molise è stato poi rilanciato con la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra i comuni di Agnone, Frosolone e Trivento che ha portato alla definizione dell’ambito territoriale Alto Medio Sannio. Tra gli obiettivi dell’accordo c’è la realizzazione/completamento di quella che è stata definita la “Trascollinare Alto Medio Sannio”, un asse stradale longitudinale-transcollinare a scorrimento veloce di collegamento tra Fondovalle Sangro, la Trignina e la Bifernina, completando la fondovalle Fresilia all’innesto con la fondovalle Verrino in località Sprondasino (i cui lavori sono stati finanziati per 40 milioni di euro), per continuare sulla fondovalle del Rivolo fino a Campobasso.

Mentre sul versante abruzzese esiste solo uno studio di fattibilità da trasformare in progetto esecutivo che prevede il collegamento della ex - ss86 Istonia alla fondovalle Sangro all’altezza di Colle di Mezzo sulla direttrice Montazzoli. Come già detto il tratto della Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise denominato “Trascollinare Alto Medio Sannio” collegherebbe velocemente il Molise alla zona industriale di Val di Sangro verso nord, mentre verso sud tutta la zona di confine dell’Alto Molise Vastese potrebbe raggiungere in poco più di mezzora l’ospedale regionale di Campobasso, delineando un vero e proprio percorso salvavita.

Con questo inquadramento geografico la “Trascollinare Alto Medio Sannio” acquisirebbe un respiro nazionale per una possibile ristatalizzazione, evenienza quest’ultima alla ribalta delle cronache locali viste le difficoltà delle province di manutenere opere imponenti come i viadotti Sente e Verrino solo per citare alcuni esempi. Per quanto riguarda il Ponte Sente, infrastruttura fondamentale che collega il Molise con l’Abruzzo, chiuso ormai da due anni, all’indomani della sottoscrizione della convenzione tra la Provincia di Isernia e Anas che prevede la nuova progettazione, è emerso che per portare a termine i lavori serviranno 24 milioni di euro.

Evidentemente reperire tali somma non sarà affatto semplice e la speranza di rivedere aperto il viadotto “Sente-Longo” risulta strettamente legata dell’inserimento di tale struttura nel progetto della Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise. Concludendo,in nostro obiettivo prioritario è portare all’attenzione della prossima direzione monotematica del Partito Democratico regionale sul Recovery Fund il programma di completamento del progetto viario lungo la dorsale adriatica denominato “Pedemontana Marche-Abruzzo-Molise” ed elaborare una rosa di interventi da sottoporre alla Giunta Regionale del Molise per non perdere un’occasione storica di rilancio complessivo della nostra regione. Solo una stagione di elaborazione e impegno può offrirci la possibilità di realizzare una progettazione concreta, coerente e innovativa, nella quale ritrovare rinvigorito il senso di comunità democratica e progressista cui sentiamo di appartenere.

 

Il Circolo PD “Libero Serafini Agnone"

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