Agnone, integrazione e accoglienza modello Riace: 7 contratti di lavoro per altrettanti immigrati

| di Maria Carosella
| Categoria: Attualità
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Si sviluppano nel territorio altomolisano sinergie positive tra imprenditori locali e Sai, il Sistema accoglienza e integrazione  che ospita circa trenta immigrati.

Il Sai del comune di Agnone gestito dal Consorzio di imprese  e' impegnato, attraverso i progetti, a dare sostanza ad una integrazione reale.  L'equipe' del consorzio, coordinato da Pina Mitri, si compone di sedici persone, giovani ed estremamente motivati e qualificati con figure sociali, informatore legale, insegnante di lingua italiana, mediatori culturali

 In un breve arco temporale, circa sei, sette mesi, ha realizzato svariati e significativi progetti a favore dell'integazione che richiama il modello diffuso tipo Riace, basato su un rovesciamento di prospettiva: i migranti non come un problema da risolvere ma come un'opportunità per contrastare lo spopolamento e salvaguardare attività artigianali e vecchi mestieri altrimenti destinati a scomparire, ospitati nelle vecchie case del borgo in alloggi indipendenti e inseriti nel tessuto cittadino.

 Il Sai ha organizzato un corso di formazione  di mini pasticceria, di concerto con il comune ha stilato un procollo di intesa per attività di volontariato a favore della comunità agnonese e la notizia veramente importante è quella che, nella giornata di ieri,  e' stata comunicata alla nostra redazione dalla coordinatrice del progetto SAI Pina Mitri e la dottoressa in psicologia dell'equipe' Marika Mastrostefano (entrambe nella foto copertina): sette ragazzi  immigrati hanno firmato con altrettanti imprenditori locali ben sette contratti di lavoro delle rispettive categorie: ristorazione, bar, edilizia, assistenza agli anziani, assistenza domestica, agricoltura. 

Una inedità novità questa che si sta verificando sul territorio altomolisano. 

 Il lavoro, con il suo portato insieme simbolico e materiale, è uno degli aspetti decisivi su cui puntare per favorire l’integrazione. Al di là del valore strettamente economico, legato alla sussistenza personale o prodotto dai lavoratori immigrati nel paese cosiddetto ospitante, il lavoro innesca dinamiche positive sia a livello individuale che di comunità.

Essere inserite in un contesto lavorativo permette alle persone di apprendere più velocemente la lingua, le abitudini, le regole sia implicite che esplicite del luogo in cui si trovano, il lavoro permette di rafforzare la fiducia in se stessi, di costruire un legame con la comunità e il territorio in cui ci si trova a vivere. Un plauso va a tutti i soggetti intervenuti  nella realizzazione del progetto, in primis al personale del Consorzio di Imprese, impegnato in prima linea, agli imprenditori che hanno aperto le porte del mercato del lavoro  agli immigrati, favorendo l'integrazione e la conquista della dignità a persone che solo attraverso il lavoro e non la assistenza, potranno conquistare.

Maria Carosella

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