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Agnone - Urgono il Lago del Verrino e l'educazione alle emergenze

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Questi che viviamo sono tempi di forti cambiamenti e peggioramenti climatici ma anche geopolitici, che probabilmente ci porteranno ad una forzata gestione di una o più emergenze in contemporanea. Tali peggioramenti, tra l’altro, impongono a piccoli territori omogenei, come Agnone e l’alto Molise, di ripensare l’esistenza individuale e sociale, pure ripristinando proprie strutture di comunità per una possibile e auspicabile autosufficienza a fronte di probabili fasi critiche o emergenziali. Meglio essere preparati. Ad esempio, l’enorme siccità generalizzata e la conseguente penuria di acqua sta diventando sempre più grave un po’ ovunque in Italia, così come nell’Europa mediterranea e persino in quella centrale. Già dal 2007 l’Università delle Generazioni insiste e sollecita sulla necessità, anzi sull’urgenza, di realizzare uno sbarramento delle acque del fiume Verrino là dove tecnicamente possibile farlo, come riserva intercomunale multiuso di acqua ma pure come auspicabile attrazione turistica e area ambientale protetta quale potrebbe essere il cosiddetto “Lago Verrino”. Inoltre, con la già conclamata crisi delle fonti energetiche, tale invaso potrebbe contribuire, seppure nel suo piccolo, al fabbisogno di energia elettrica assieme al ripristino della centrale idroelettrica del tratto alto dello stesso fiume Verrino.

 

Riemerge, altresì, il discorso sulla precarietà strutturale delle reti idriche, le quali (è risaluto) sono un vero e proprio colabrodo, a tal punto che viene sprecata buona parte della sempre più preziosa acqua potabile, spesso adoperata, tra l’altro, per usi impropri. Sarebbe stato più logico impegnare una somma adeguata del PNRR proprio per l’aggiornamento degli acquedotti urbani e rurali. Va da sé che bisognerebbe migliorare con lungimiranza pure il patrimonio boschivo e quello delle terre incolte. Infatti, da quasi trent’anni, l’Università delle Generazioni insiste sul migliore utilizzo delle terre incolte, specialmente quelle dimenticate dagli emigrati o, in particolare, quelle indivise che si prestano ad azioni fraudolente. E se non sarà possibile dedicare tali terreni a fini immediatamente produttivi, vengano almeno utilizzati con impianti di alberi come legna da ardere in previsione di piccole o grandi emergenze energetiche.

 

E poiché ci attende un futuro sicuramente più difficile, sarebbe utile cominciare ad educare alla migliore frugalità i cittadini (e specialmente le nuove generazioni), come già avevano intuìto molti anni fa gli alunni del Liceo Scientifico di Agnone, tanto da pubblicare qualcosa a riguardo. L’ottimazione delle risorse disponibili è ormai diventata altamente strategica ancora di più adesso che la situazione geopolitica si è destabilizzata e può addirittura peggiorare. Ciò può significare addirittura giungere a riconoscere le erbe commestibili e medicinali presenti nel nostro territorio, nonché a saper distinguere la fauna per la propria sopravvivenza. E con veri e propri “corsi di sopravvivenza” sarebbe assai utile attrezzarsi per fronteggiare prevedibili emergenze più o meno gravi. Sarebbe doloroso e triste essere impreparati alle sfide di un futuro già preoccupante. 

 

 

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