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Le ultime grandi tappe del Giro d’Italia sugli Appennini

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Il Giro d'Italia 2022 è stata la 105esima edizione della famosa corsa rosa, valida peraltro come una delle prove dell'UCI World Tour 2022. 21 tappe si sono tenute dal 6 al 29 maggio 2022, per un totale di 3443,6 km, da Budapest a Verona. Il Giro di quest’anno è stato vinto a sorpresa da Jai Hindley, nonostante i pronostici sul ciclismo relativi all’ultima edizione fossero tutti a favore di Richard Carapaz, oro alle Olimpiadi di Tokyo nella corsa in linea. Nelle prime tappe ungheresi, lungo il tragitto in salita Budapest-Visegrad, l’olandese Van Der Poel ha avuto la meglio su tutti ottenendo la prima maglia rosa della sua carriera.

In un’edizione contraddistinta dalle assenze dei vari Pogacar, Roglic ed Evenepoel, sono state soprattutto le tappe appenniniche a fare la differenza, anche per quel che concerne la classifica generale, come successo d’altronde già nel 2021. La prima tappa di montagna è stata l’Avola-Etna, subito dopo il primo giorno di riposo: il vincitore è stato Lennard Kämna, con Juan Pedro López leader della classifica generale. Protagonista della settima tappa è stato l’Appennino Lucano. Niente a che vedere, però, con il temibilissimo tratto Isernia-Blockhaus, che ha visto il primo trionfo di Jai Hindley: 191 km di cui 13 in salita. La dodicesima tappa si è svolta invece lungo l’Appennino Settentrionale, con strade piene di ostacoli tra Parma e Genova, per oltre 200 km che hanno visto festeggiare alla fine Stefano Oldani. 

Dalle parti delle montagne appenniniche i percorsi sono spesso concitati e movimentati, ma talvolta risultano essere anche i più affascinanti, come nel caso della tappa di Campo Felice del 2021, assente però nel 2022. Era il 16 maggio e gli uomini di classifica attaccarono nel finale con il successo di Egan Bernal, vincitore dell’intero Giro e altro grande assente del 2022 a causa di un incidente con un autobus verificatosi lo scorso gennaio, durante uno dei suoi allenamenti. Anche questo fa parte del gioco: a volte la fortuna di pochi coincide con le sfortune dei più grandi.

Nel complesso, le tappe montuose hanno sempre rappresentato una caratteristica predominante del Giro d’Italia: con una pendenza media piuttosto elevata gli scalatori si devono sempre dare un bel da fare. Come per tradizione, la corsa rosa attraversa prima gli Appennini e poi le Alpi. Il Passo dello Stelvio, del Gavia e del Mortirolo, il Monte Zoncolan e l'Etna: se certe strade potessero parlare, racconterebbero di imprese epiche compiute da ciclisti che hanno strappato la maglia azzurra. Ad ogni edizione, il passo con la maggiore altitudine viene indicata come Cima Coppi, mentre la salita più simbolica è nota come Montagna Pantani, in omaggio all’indimenticato “Pirata” scomparso nel 2004. Si dice spesso che lo sport non ha memoria, ma il mondo del ciclismo non dimentica i suoi eroi.

Alla fine, a prendere parte all’ultimo Giro sono state 22 squadre: 18 dell'UCI World Tour 2022, la migliore UCI ProTeam 2021 e 3 su invito, tutte appartenenti all’UCI ProTeam, con 8 ciclisti a testa. Dal 2016, ormai, gli italiani non riescono però a festeggiare la vittoria del Giro: l’ultimo a conseguirla fu Vincenzo Nibali, mentre nel 2021 Damiano Caruso è arrivato secondo. Chissà che nel 2023 la fortuna non torni a sorridere ai ciclisti azzurri, magari proprio con qualche bella performance sugli Appennini…

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