Il Consiglio regionale del Molise ha approvato nel pomeriggio, a maggioranza con 5 astensioni, il Piano regionale di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa per il prossimo anno scolastico. Il provvedimento è stato illustrato in Aula dal consigliere di maggioranza Massimo Sabusco ed è seguito dall’intervento della consigliera di minoranza Micaela Fanelli.
Subito dopo, sempre a maggioranza e con 6 astensioni, l’Assemblea ha dato il via libera anche all’Integrazione all’offerta formativa regionale per l’anno scolastico 2026-202
La consigliera regionale Micaela Fanelli interviene duramente sul tema del dimensionamento scolastico, contestando sia il metodo sia il merito delle scelte adottate dalla Regione. Secondo Fanelli, la decisione penalizza ingiustamente l’istituto di Palata e ignora il parere della Provincia, del territorio, delle scuole e delle organizzazioni sindacali, mettendo in discussione anche la legittimità dell’atto approvato.Consiglio regionale del Molise approva il Piano di dimensionamento scolastico: nessun taglio alle autonomie
“Il dimensionamento scolastico è stato gestito in maniera sbagliata nel merito e nel metodo, afferma la consigliera Dem. Nessun rispetto per il parere della Provincia e per la necessità di non depotenziare l'istituto di Palata. Eppure la Provincia è il soggetto che ha la competenza amministrativa specifica, mentre la Regione compie una mera 'presa d'atto'. Ignorare il parere provinciale costituisce quindi un vizio che mette in discussione la legittimità formale della deliberazione del Consiglio regionale. Sul merito, la critica è altrettanto chiara: si sarebbe dovuto ascoltare il territorio e tenere conto delle sue richieste. Invece, si è deciso di depotenziare pesantemente il plesso di Palata, senza dare alcun rilievo alle indicazioni della scuola. Anche i sindacati si erano espressi per evitare lo smembramento dell’istituto. È grave inoltre ignorare le voci di chi lavora nel mondo della formazione e nei plessi interessati. Una Regione che non ascolta né il territorio né i lavoratori non può funzionare in modo efficace”
Micaela Fanelli

