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Sanità pubblica, il sindaco di Trivento Luigi Pavone alla fiaccolata di Isernia: “Difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini molisani”

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Il sindaco di Trivento, Luigi Pavone, ha preso parte ieri pomeriggio alla fiaccolata per la difesa della sanità pubblica svoltasi a Isernia, esprimendo pieno sostegno all’iniziativa promossa dal sindaco Piero Castrataro. Una manifestazione per rivendicare il diritto alla salute e per dare voce alle difficoltà che colpiscono anche i territori delle aree interne, come Trivento, penalizzati da gravi carenze nei servizi sanitari essenziali.

Di seguito le parole del sindaco Luigi Pavone:

«Ieri pomeriggio ho partecipato alla fiaccolata per la salute pubblica che si tenuta a Isernia. Ho ritenuto doveroso far sentire anche la presenza e la voce di un territorio come quello di Trivento, anch’esso vittima dalla situazione difficile in cui versa la sanità molisana. Al poliambulatorio di Trivento, ormai da qualche anno, non abbiamo più il pediatra di libera scelta e da qualche mese è carente anche il servizio di cardiologia, oltre al fatto che c’è una carenza di infrastrutture di tipo diagnostico e quelle che ci sono per la maggior parte sono vetuste. A questo si aggiunge la situazione della guardia medica, la cui copertura non è stata garantita tutti i giorni nei mesi scorsi, tant’è che qualche turno è stato coperto, dietro mia sollecitazione, da qualche medico di base di Trivento. Nei mesi scorsi, per via di questo disagio, alcuni cittadini sono stati costretti a spostarsi a Fossalto, secondo una logica controversa che vede il territorio più grande e con un maggior bacino di utenza penalizzato rispetto ad un altro che ha un numero di utenti sensibilmente inferiore.

Molte sono state le interlocuzioni con l’ASREM e in particolare con il direttore del distretto sanitario di Campobasso, D.ssa Tiziana Scellini e con la D.ssa Buono, che ringrazio comunque per la costante collaborazione, ma la situazione purtroppo non è cambiata, di fatto. Per quanto riguarda il pediatra di libera scelta, dietro costante sollecito dell’amministrazione comunale, è stata attivata la zona carente, e questo è decisamente un passo in avanti, nella speranza che qualche pediatra di libera scelta possa rispondere. Per quanto riguarda il cardiologo, nonostante le buone intenzioni di ASREM, siamo ancora in attesa che qualche specialista risponda all’avviso per la copertura dei turni presso il poliambulatorio di Trivento. Ci auguriamo che con l’attivazione della casa di comunità Spoke di Trivento la situazione possa migliorare.

Tornando alla fiaccolata, quella di ieri non è stata una manifestazione contro qualcosa o contro qualcuno, ma una manifestazione per rivendicare un diritto, quello alla salute, che è sancito dalla nostra costituzione. Sono perfettamente cosciente del fatto che la situazione della sanità molisana è davvero difficile, quindi non è facile trovare delle soluzioni, di fronte ai numeri, impietosi,  della regione Molise. Ormai la sanità deve rispondere a delle logiche gestionali di tipo aziendale, deve tener conto della spesa e del profitto, pertanto, di fronte ad una diminuzione dell’utenza, chi è deputato a gestire la sanità nel Molise deve fare i conti con quanto ci viene imposto a livello nazionale.

Ed è per questo che, di fronte ai vincoli imposti dalle leggi e dai tecnicismi che ne derivano, è necessaria un’azione diversa, estemporanea, che viene dall’alto. La manifestazione di ieri è un grido di aiuto che il popolo molisano ha lanciato, non tanto quindi verso il governo regionale e il management sanitario regionale, quanto verso il governo nazionale, perché, a mio avviso, l’unico modo per risollevare le sorti della sanità molisana è la predisposizione di un intervento cospicuo e concreto del governo nazionale, affiancato ad un processo di riorganizzazione che, però, non può prescindere dal garantire a tutti i cittadini, di tutti i territori, il diritto alle cure. È uno dei tanti allarmi lanciati in questi mesi in difesa dei nostri territori, dopo quello dei vescovi, nella loro “Lettera aperta al Governo e al Parlamento”, sottoscritta a conclusione dell’annuale convegno dei Vescovi delle Aree interne. Ci auguriamo che la voce del Molise venga ascoltata, perché un cittadino del Molise deve avere le stesse possibilità di un cittadino del Veneto o della Toscana».

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