Prof Farina: Indignazione e sconcerto
Il poliambulatorio di Trivento continua a perdere servizi essenziali, in particolare pediatria e fisiatria, colpendo chi è più fragile: bambini e anziani.
Dopo 21 anni dall’inizio dei lavori per potenziare la struttura, il nuovo edificio resta incompleto e senza benefici concreti, mentre l’area parcheggi davanti all’ingresso è ridotta, compromettendo sicurezza e accessibilità.
Il Molise rischia di tornare al “medioevo” della sanità: non solo si riducono ospedali e servizi, ma si privano le comunità dei servizi minimi, fondamentali, delle strutture periferiche. Una situazione che mette a rischio la vita dei malati e favorisce lo spopolamento delle zone interne.
Testo integrale della denuncia del Prof. Tullio Farina, ex sindaco di Trivento
Oggi sono andato al poliambulatorio di Boiano per essere sottoposto a una visita, perché hanno tolto molti servizi al poliambulatorio di Trivento, soprattutto quello pediatrico e fisiatrico, solo per una riduzione della spesa sanitaria, con gravissima dimenticanza che sono proprio i bambini e i vecchi i soggetti più deboli e bisognosi di cure.
Il poliambulatorio mi sembra quasi la tela di Penelope che non si completa mai. Dal 2005 è stato costruito a latere un altro edificio per il potenziamento dei servizi e tale struttura, ancora da completare nel 2026 (21 anni di stallo, anzi di stalla), non ha portato ancora nessun beneficio ma ha limitato di molto l’area di parcheggio creando seri problemi di sicurezza davanti all’entrata della struttura.
Il Molise, con in testa Trivento, sta tornando al medioevo della sanità. Facciamo quindi sentire con forza la nostra protesta poiché non è in atto solo una riduzione o ridimensionamento delle strutture ospedaliere, ma anche dei servizi minimi, ma basilari, erogati dalle strutture periferiche.
Sopprimere e ridurre al minimo i servizi sanitari è quasi un atto cinico e sconsiderato perché non solo si fanno soffrire e si mette in pericolo la vita dei malati, ma favorisce anche lo spopolamento soprattutto delle zone interne.
Nel Molise si è pazienti prima di fatto e poi di nome.

