Rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente potrebbero valere 15,2 miliardi nel 2026 per famiglie e imprese italiane: 10,2 miliardi per l'energia elettrica e cinque per il gas.
Molise, rincari energetici: impatto limitato nei numeri, ma più pesante per famiglie e imprese
Il Molise si conferma tra le regioni meno colpite in valore assoluto dall’aumento dei costi energetici legati al conflitto in Medio Oriente, ma il peso relativo rischia di essere più gravoso per il tessuto economico locale.
Secondo le stime della Cgia di Mestre, nel 2026 le famiglie molisane vedranno la spesa energetica salire a circa 211 milioni di euro, con un incremento di 25 milioni rispetto all’anno precedente (+13,3%).
Ancora più significativo l’impatto sulle imprese: i costi complessivi raggiungeranno i 381 milioni di euro, con un aggravio di circa 45 milioni.
Un doppio effetto che mette sotto pressione l’intero sistema regionale: da un lato i bilanci domestici, dall’altro i costi di produzione delle aziende, con possibili ripercussioni su prezzi finali e livelli occupazionali.
In un contesto nazionale segnato da rincari complessivi stimati in oltre 15 miliardi di euro, il caso Molise evidenzia come anche territori più piccoli possano subire effetti proporzionalmente rilevanti, soprattutto in assenza di interventi strutturali di contenimento dei costi energetici.
Energia, stangata da 15 miliardi nel 2026: il Molise tra le regioni meno colpite, ma il peso cresce
I rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente rischiano di costare caro all’Italia. Secondo le stime della Cgia di Mestre, nel 2026 famiglie e imprese dovranno affrontare un aggravio complessivo di 15,2 miliardi di euro, di cui 10,2 miliardi per l’energia elettrica e 5 miliardi per il gas, ipotizzando consumi in linea con il 2024.
A sostenere la quota maggiore saranno le imprese, con circa 9,8 miliardi di costi aggiuntivi, mentre alle famiglie toccheranno 5,4 miliardi.
L’aumento dei prezzi è già evidente: a un mese dall’inizio del conflitto, il gas è salito di 26 euro per MWh (+81%) e l’elettricità di 41 euro per MWh (+38%). Valori ancora lontani dai picchi del 2022, ma comunque rilevanti: oggi le quotazioni si attestano intorno ai 58 euro per MWh per il gas e 148 euro per l’elettricità .
Le regioni più popolose e produttive saranno le più colpite. In testa la Lombardia con un incremento stimato di 3,4 miliardi, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna (circa 1,7 miliardi ciascuna), Piemonte (1,3 miliardi) e Toscana e Lazio (circa 1 miliardo).
Focus Molise: numeri contenuti, impatto più pesante
In questo scenario, il Molise resta tra le regioni meno colpite in termini assoluti, ma la dimensione ridotta dell’economia locale rende l’impatto più incisivo in proporzione.
Le famiglie molisane vedranno la spesa energetica salire a circa 211 milioni di euro, con un aumento di 25 milioni rispetto all’anno precedente (+13,3%).
Per le imprese, il conto sarà ancora più salato: i costi complessivi raggiungeranno i 381 milioni di euro, con un aggravio di circa 45 milioni.
Si tratta di un doppio shock che rischia di propagarsi sull’intero sistema economico regionale:
- pressione sui bilanci delle famiglie, già segnati dall’inflazione;
- aumento dei costi di produzione per le aziende;
- possibili effetti su prezzi finali, competitività e occupazione.
Il rischio per l’economia locale
In una regione come il Molise, caratterizzata da un tessuto produttivo fragile e da redditi medi più bassi rispetto alla media nazionale, anche incrementi relativamente contenuti possono tradursi in effetti significativi.
Il rischio è quello di una contrazione dei consumi e di una riduzione dei margini per le imprese, con conseguenze a catena sull’economia locale.
Le richieste di intervento
Come già avvenuto nel 2022, la Cgia sottolinea la necessità di un intervento a livello europeo, chiedendo misure straordinarie come:
- la sospensione temporanea delle regole del Patto di stabilità ;
- il disaccoppiamento tra prezzo del gas e quello dell’energia elettrica.
Sul fronte nazionale, in vista del decreto bollette, viene ritenuto insufficiente lo stanziamento previsto di 3 miliardi di euro, che potrebbe non bastare a evitare che lo shock energetico si trasformi in una crisi economica e sociale più ampia.
In questo contesto, anche realtà più piccole come il Molise rischiano di pagare un prezzo elevato, dimostrando come la crisi energetica continui a rappresentare una sfida trasversale per tutto il Paese.

