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Termoli – Candido Paglione: “La montagna non chiede privilegi ma diritti, servizi e futuro”

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Nel corso del Forum nazionale “Insieme per le Montagne – dagli Appennini alle Alpi”, svoltosi a Termoli e dedicato alle prospettive aperte dalla nuova Legge nazionale sulla Montagna, il sindaco di Capracotta e presidente di Uncem Molise, Candido Paglione, ha lanciato un intervento forte e concreto sul futuro delle aree interne e montane italiane, chiedendo meno retorica e più coraggio politico per garantire servizi, rappresentanza e dignità alle comunità che resistono allo spopolamento.

"Oggi a Termoli ho partecipato, in qualità di Presidente di Uncem Molise e componente della Giunta nazionale Uncem, al Forum nazionale “Insieme per le Montagne – dagli Appennini alle Alpi”, organizzato dall’Università del Molise e coordinato dalla prof.ssa Monica Meini, dedicato alle prospettive aperte dalla nuova Legge nazionale sulla Montagna (Legge 131/2025). È stata una giornata intensa e preziosa, arricchita dai contributi di studiosi e docenti provenienti da diverse Università italiane, che hanno aiutato ad approfondire il dibattito sul futuro delle aree montane. Nel mio intervento ho provato a riportare il confronto su un piano concreto, oltre la retorica che troppo spesso accompagna il tema della montagna.
Perché va bene dire che i nostri non sono “borghi-cartolina”, ma paesi vivi. Va bene denunciare il rischio di trasformare la montagna in un parco giochi. Ma poi bisogna avere il coraggio di affrontare le domande vere. Come garantiamo rappresentanza politica ai territori montani?
Come costruiamo una perequazione fiscale giusta tra montagne, pianure e città?
Come assicuriamo servizi essenziali e diritti fondamentali anche dove vivere costa di più e le difficoltà geografiche sono evidenti? Ho ricordato che sono il sindaco di un comune di 750 abitanti, ma anche il sindaco di oltre un milione di alberi. E quel milione di alberi produce valore per tutti: assorbimento di CO₂, tutela dell’acqua, equilibrio ambientale.
La montagna offre servizi ecosistemici fondamentali all’intero Paese. Ma cosa torna davvero alla montagna, in termini di servizi, infrastrutture e fiscalità di vantaggio? Ho parlato della necessità di infrastrutture, sanità, strade, banche, servizi pubblici. Della necessità di aiutare i Comuni a lavorare insieme senza essere lasciati soli. Della necessità di riconoscere che vivere in montagna costa di più e che servono strumenti concreti, non interventi compassionevoli. E che lo spopolamento non è un destino inevitabile, anzi spesso è il risultato di scelte politiche sbagliate. E proprio per questo può essere contrastato, invertito e superato. Serve chiudere la stagione del “chiacchierificio permanente” e cominciare ad avere più coraggio nelle decisioni. Dopo decenni di analisi, è tempo di indicare finalmente una terapia. Dobbiamo ribaltare il paradigma: le montagne non sono luoghi della marginalità, ma luoghi di opportunità. Possono diventare laboratori di nuovi modelli di vita, comunità e sviluppo. E soprattutto dobbiamo applicare davvero la nostra Costituzione, a partire dall’articolo 3, ricordando le parole di Don Milani: “La più grave delle ingiustizie è fare parti uguali tra diseguali”. Noi sindaci dei territori che continuano a spopolarsi vogliamo abbandonare la funzione poco piacevole di primari della rianimazione delle nostre comunità. Non chiediamo privilegi, chiediamo condizioni giuste per garantire dignità, diritti e futuro alle nostre comunità. Perché la montagna ha ancora una grande storia da raccontare."
Candido Paglione
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