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Molise, torna il dibattito sul doppio incarico: Calenda chiede regole uguali per tutti

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CAMPOBASSO – Si riaccende in Molise il confronto politico sulla compatibilità tra il ruolo di assessore regionale e quello di consigliere. A riportare il tema al centro del dibattito è stata l'ipotesi avanzata dall'assessore al Bilancio Gianluca Cefaratti, che avrebbe valutato la possibilità di lasciare il proprio seggio in Consiglio regionale per dedicarsi esclusivamente all'attività di governo.

Una prospettiva che ha immediatamente riaperto una questione mai del tutto sopita all'interno della maggioranza di centrodestra: quella del cosiddetto "doppio incarico", ricoperto da diversi esponenti dell'esecutivo regionale.

A intervenire con decisione è stata Mena Calenda, esponente di Forza Italia e prima dei non eletti nella lista azzurra alle ultime Regionali. Secondo Calenda, l'eventuale scelta di Cefaratti dovrebbe rappresentare un principio valido per tutti e non un caso isolato. La richiesta è chiara: applicare in maniera uniforme la regola delle dimissioni dal Consiglio per tutti gli assessori che siedono contemporaneamente in giunta.

Una posizione che, oltre agli aspetti istituzionali, porta inevitabilmente con sé risvolti politici. Le eventuali dimissioni dei consiglieri-assessori aprirebbero infatti la strada all'ingresso dei primi dei non eletti, modificando gli equilibri interni ai gruppi consiliari e alla stessa maggioranza che sostiene il presidente della Regione.

Per i sostenitori della separazione dei ruoli, un assessore dovrebbe dedicarsi a tempo pieno alle attività dell'esecutivo, garantendo maggiore efficienza amministrativa e una più netta distinzione tra funzioni di governo e funzioni legislative. Al contrario, altri ritengono che il doppio ruolo assicuri un collegamento diretto tra giunta e Consiglio, rafforzando il peso politico degli assessori.

Il dibattito, destinato a proseguire nelle prossime settimane, potrebbe trasformarsi in un nuovo banco di prova per la tenuta degli equilibri all'interno della coalizione di governo regionale. La questione posta da Calenda, infatti, va oltre il singolo caso e richiama un tema di metodo e coerenza politica: se la rinuncia al seggio è considerata opportuna per un assessore, allora la stessa regola dovrebbe valere per tutti.

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