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Il cortocircuito del sindaco Saia: paragonare il riscatto dei borghi alla scelta "coraggiosa" della famiglia nel bosco

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AGNONE. Alla presentazione del libro di Catherine Louise Birmingham a Palazzo San Francesco, l’intervento del sindaco Daniele Saia ha palesato una profonda contraddizione. Invece di affrontare i nodi spinosi di una complessa vicenda umana e sociale, il primo cittadino ha preferito trasformare il fatto di cronaca in un’astratta battaglia politica sul valore dei piccoli borghi.

Le contraddizioni emerse tra la realtà dei fatti e la retorica del sindaco:

La realtà del bosco contro l'idealizzazione: L'esperienza della famiglia non rappresenta un idilliaco esperimento di "decrescita felice", ma una situazione estrema che ha privato tre bambini piccoli dei servizi igienico-sanitari essenziali, dell'istruzione scolastica e della socialità con i coetanei.

La fuga dalle responsabilità istituzionali: Evitando del tutto la questione della tutela e dei diritti dei minori, Saia ha edulcorato la scelta dei genitori definendola «coraggiosa» e rileggendola solo come una nobile reazione all'alienazione da smartphone e intelligenza artificiale.

Il corto circuito sulle "aree interne": Il sindaco ha accostato l'isolamento del bosco alla resistenza dei borghi montani contro lo spopolamento. Una sovrapposizione paradossale: mentre i Comuni lottano per ottenere più servizi (scuole, medici, infrastrutture), il modello celebrato dal sindaco si fondava sul rifiuto totale dei servizi pubblici.

Sfruttando il palco per lanciare un manifesto ideologico sulla vita a contatto con la natura, la narrazione del sindaco ha finito per nascondere la sostanza: la cruda realtà di tre minori e il dovere, da parte delle istituzioni, di garantire prima di tutto la loro tutela.

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