Partecipa a Alto Molise

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Conte rilancia l’Alleanza per la Costituzione: quando manca una linea politica, si cerca il nome

• •
Condividi su:

Alleanza per la Costituzione
Quando manca la cosa, si cerca il nome.

 

Giuseppe Conte ci riprova. Ieri ha rilanciato solennemente l'idea: il futuro schieramento progressista dovrebbe chiamarsi «Alleanza per la Costituzione».

Peccato che l'idea non sia né nuova né, soprattutto, un programma politico. Conte l'aveva già proposta a giugno, quando il cosiddetto Campo largo era alla ricerca di un nome capace di tenere insieme ciò che sui contenuti continua faticosamente a stare insieme. 

Mattia Feltri, sull'HuffPost Italia, colse allora il paradosso con un titolo che valeva già un editoriale: «La coalizione del nulla che preannuncia il niente».

Il punto sollevato da Feltri è semplice: essere per la Costituzione non è un programma politico. È il presupposto per partecipare alla vita democratica della Repubblica. Un governo giura sulla Costituzione; maggioranza e opposizione agiscono dentro la Costituzione. Dopodiché bisogna spiegare agli italiani che cosa si vuole fare.

Ed è proprio lì che cominciano i problemi.

Perché chiamarsi "Alleanza per la Costituzione" non risolve una sola delle divergenze che attraversano il possibile centrosinistra. Non dice quale politica economica si voglia adottare, quale politica europea, quale rapporto con la NATO, quale atteggiamento verso la Russia, quale sostegno all'Ucraina, quale politica energetica, quale idea di giustizia o di sviluppo.

Anzi, come osservava Feltri, persino sull'articolo 11 della Costituzione (l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa) le forze che dovrebbero comporre l'alleanza arrivano a conclusioni differenti quando si parla dell'Ucraina. 

Poi c'è un secondo problema, forse ancora più divertente: il nome che dovrebbe rappresentare la novità è vecchissimo.

Filippo Ceccarelli, su la Repubblica, ne aveva ricostruito la genealogia con gustosa ironia. L'idea di un'"Alleanza per la Costituzione" era stata avanzata da Pier Luigi Bersani già nel 2010. È ricomparsa negli anni successivi con Fassina, con esponenti e intellettuali della sinistra e persino, nel 2012, dall'altra parte dello schieramento politico, con Margherita Boniver. 

Altro che nuovo inizio: siamo al riciclo politico.

Ceccarelli ricordava inoltre l'interminabile battesimo delle coalizioni progressiste: Ulivo, Fed, Grande Alleanza Democratica, Unione, Italia Bene Comune, Campo largo... Ogni volta si cerca la formula capace di risolvere con le parole ciò che la politica non riesce a risolvere con le idee. 

Ed eccoci nuovamente al punto.

Alleanza per la Costituzione.

Benissimo. Ma quale alleanza? E soprattutto: per fare cosa?

La Costituzione non è il mastice con cui incollare partiti che divergono sulle questioni fondamentali. È la casa comune dentro la quale quei partiti, come tutti gli altri, devono confrontarsi.

Il problema di Conte, Schlein e degli eventuali compagni di viaggio non è trovare un nome abbastanza nobile da scrivere sul frontespizio.

È trovare una politica comune da scriverci sotto.

Perché cambiare l'etichetta al Campo largo è facile.

Molto più difficile è riempire il campo.

Condividi su:

Seguici su Facebook