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Fisco, sempre i soliti tartassati: appena il 18,78% dei contribuenti paga il 65% dell’Irpef.

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***Pagano per se stessi, per gli evasori. Pagano tutto, pagano sempre. ***

È stato reso noto il rapporto del centro studi Itinerari previdenziali presieduto da Alberto Brambilla. Il quadro che emerge è intollerabilmente deprimente. Ci sono italiani che il fisco conosce benissimo. Sa quanto guadagnano, dove lavorano e soprattutto quanto deve prendere da loro. Sono dipendenti, pensionati, professionisti e imprenditori che dichiarano tutto. I coglioni del Fisco: quelli che pagano perché non possono evadere o perché, semplicemente, non vogliono farlo.

Poi ci sono i numeri raccontati dal Corriere della Sera (vedere tabella): su 42,8 milioni di contribuenti, 8,7 milioni non versano un euro di Irpef e quasi 8 milioni dichiarano tra zero e 7.500 euro lordi l'anno. Attenzione: povertà ed evasione non sono la stessa cosa. Chi guadagna poco è giusto che paghi poco o nulla. Il problema sono quelli che poveri risultano soltanto al fisco. E basta guardare chi sostiene davvero l'Irpef. Il 18,78% dei contribuenti, quelli che dichiarano più di 35.000 euro, versa circa il 65% dell'intera imposta. E appena l'1,75%, chi dichiara oltre 100.000 euro, ne paga da solo più del 22%. Una piramide fiscale poggiata sulla punta. L'evasione sottrae ogni anno allo Stato una montagna di denaro. E quando qualcuno non paga ciò che dovrebbe, il conto non scompare: arriva a qualcun altro. L'evasore, però, non vive fuori dallo Stato. Manda i figli a scuola, entra negli ospedali, riceve farmaci sovvenzionati, chiama polizia e vigili del fuoco, percorre strade, beneficia dei servizi pubblici e, quando ne ricorrono le condizioni, accede anche alle prestazioni assistenziali. Tutto pagato anche da quelli che le imposte le versano fino all'ultimo euro. E c'è persino il paradosso finale: chi contribuisce meno di quanto dovrebbe può essere lo stesso che protesta perché la scuola non funziona, l'ospedale ha le liste d'attesa e lo Stato offre servizi insufficienti. Pretende dallo Stato il conto completo, dopo non aver pagato il dovuto. Così il contribuente conosciuto viene spremuto ancora di più. È facile: è lì, immobile, con stipendio, pensione o reddito dichiarato alla luce del sole. L'evasore, invece, bisogna cercarlo.

Il risultato è il capolavoro fiscale italiano: se dichiari tutto, sei tassabile fino all'ultimo centesimo; se riesci a nasconderti, puoi perfino risultare povero. Prima di inventare nuove tasse o spremere ancora le solite olive, lo Stato restringa le maglie della rete e vada a prendere chi sistematicamente le attraversa. Perché un buon governo non è quello che tassa di più. Non è neppure quello che si sforza di tassare meno. Un buon governo fa pagare le imposte e le tasse a tutti. fai titolo e fai capire di che si tratta

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