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Giornalisti schiavizzati, finalmente si muovono le Procure

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SFRUTTAMENTO della professione giornalistica, partono i primi esposti in diverse Procure d'Italia e gli editori furbetti cominciano a preoccuparsi seriamente.

Ad annunciare quella che potrebbe essere una svolta che interessa migliaia di precari e aspiranti operatori dell'informazione è il presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino.

Questo il suo messaggio, postato su internet.

LOTTA ALLA SCHIAVITU', QUALCOSA SI MUOVE. La Procura generale della Repubblica di Napoli (prot 254/2013) ha trasmesso alla Procura della Repubblica del capoluogo le nostre segnalazione "affinché valuti l'eventuale rilevanza penale della condotta descritta".
Analoga cosa ha fatto la Procura generale di Bari (prot 5187).
La legge prevede che per essere iscritti all'Ordine occorra documentare una attività continuativa per due anni, regolarmente retribuita. L'affermazione, contenuta in maniera esplicita in alcune ricerche di collaborazioni, che non è previsto alcun pagamento, ma che l'attività è funzionale all'ottenimento del "tesserino da pubblicista" o, anche, che è ipotizzato il solo versamento della ritenuta fiscale, merita una valutazione. Che, appunto, lasciamo con grande umiltà (nonostante qualche studio di diritto, compreso un corso annuale per la preparazione al concorso per la magistratura) alla valutazione delle Procure.
Senza contare quella robina lì (la chiamano Costituzione della Repubblica) che all'art. 36 prevede che "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa".
E senza contare il fatto che il versamento delle sole ritenute fiscali, a fronte di un pagamento fittizio, consente di creare fondi neri nei bilanci.
E senza contare...... Ma diamo opportunità di valutazione ai magistrati, invece di stare a guardare.

 

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