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Libri, Palmieri agli agnonesi: "Imparate a conoscere la storia della vostra città"

Il già coordinatore della biblioteca dell'Unimol è stato ospite del Csam. Presentati due volumi

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AGNONE - È stata la storia agnonese l’oggetto della presentazione organizzata dal Csam per il pomeriggio di giovedì scorso.
Ospite dell’associazione culturale Giorgio Palmieri, già coordinatore della biblioteca dell’Unimol e curatore della collana ‘Scrigno’ dell’editore campobassano Palladino.

Nella ex ‘sala di Giustizia’ dell’hotel Palazzo della città, Palmieri ha presentato la ristampa anastatica ‘La città di Agnone e la sua cronostoria’ dell’autore Odoardo Ciani nonché ‘Agnone tra le pagine, tipografie e libri dal 1876 al 1945’, di: Cinzia Dardone; Lina Casmiro ed egli stesso. Come si diceva sopra, la storia della cittadina è stata il tema principale della serata dunque era quasi d’obbligo porre qualche domanda sull’argomento.

È noto, purtroppo, che quasi tutta la popolazione agnonese abbia una grossa lacuna quando si parla di storia locale.

Palmieri secondo la sua opinione quanto ha influito questa carenza sulla situazione attuale?
“Il territorio va studiato e conosciuto. Dovremmo sapere perfino la storia dei toponimi dei nostri indirizzi. Questo ci aiuta a capire chi siamo e da dove veniamo, dunque anche dove possiamo andare. La mancanza di queste conoscenze può influire molto negativamente proprio per questi motivi.”

Recentemente qualcuno si sta impegnando affinché la storia dimenticata, o mai conosciuta, possa tornare ad essere oggetto di studio. È il caso dello scrittore Nicola Mastronardi che, con il suo romanzo storico Viteliú, sta portando sotto i riflettori la storia degli Italici. Pensa che possa essere una giusta strategia?
“Al giorno d’oggi il romanzo storico funziona. Sebbene ci sia da tenere a mente che talvolta le vicende narrate abbiano come sfondo eventi che non vengono riportati correttamente, c’è da dire che questa tipologia letteraria sia utile; nei suoi limiti può aiutare ad insegnare la materia (o quantomeno accendere curiosità su una data epoca, spingendo il lettore a documentarsi, ndr).”

Quali potrebbero essere altre soluzioni per insegnare storia ad una comunità?
“In alcuni luoghi hanno provato con delle lezioni. Cicli di storia locale tenuti da professori che hanno insegnato ai partecipanti rendendoli consci del loro passato. È fattibile. Si potrebbe tentare.”

Come dice Palmieri, si potrebbe tentare ma ci si chiede quale possa essere la risposta della comunità.
 

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