Uomini, mezzi uomini e quaquaraquà

L'editoriale

| di di Maurizio d'Ottavio
| Categoria: Attualità
STAMPA
L'ospedale di Agnone

Uomini, mezzi uomini e quaquaraquà. Dopo quanto annotato nella sala del teatro Italo Argentino in occasione della venuta del presidente della Regione Molise, Paolo Frattura, intervenuto sul futuro del San Francesco Caracciolo, non abbiamo nessun problema a catalogare gli assenti, tra cui molti sindaci e amministratori del territorio, dei quaquaraquà. Lo diciamo senza paura di smentita perché dopo aver urlato ai quattro venti di volersi battere per una causa giusta la loro assenza ha dimostrato l’esatto contrario. 
L’ennesima occasione persa per dialogare e porre quesiti alla massima istituzione regionale per ciò che concerne la sanità pubblica in un’area definita dagli stessi disagiata. Nella maniera più assoluta non regge l’invito non recapitato in comune o a casa.
Un evento pubblico non richiede la "partecipazione di nozze".
Così salvati i sindaci di Agnone e Capracotta, presenti in sala, e (forse) quello di Pescopennataro, alle prese con il Consiglio comunale, ci sentiamo in dovere di buttare gli altri dalla torre. Come se il ‘Caracciolo’ fosse un problema di pochi e non di tutti. La loro assenza dimostra un menefreghismo sintomatico e allo stesso tempo allarmante. Riesce impossibile capacitarci di quanto accaduto considerato che il ‘Caracciolo’ tra mille difficoltà continua ad erogare buona sanità anche per i residenti dei piccoli centri che gravitano su Agnone. E allora dov'erano i sindaci di Pietrabbondante, Carovilli, Vastogirardi, Roccasicura, Belmonte del Sannio, Poggio Sannita, Castelverrino, Pescolanciano, San Pietro Avellana, Castel del Giudice, Castiglione Messer Marino, Schiavi di Abruzzo, Fraine, Montazzoli, ecc. ecc.  Non intervenire ad un incontro del genere è un segnale preoccupante che deve aprire una seria discussione. Occorre capire in quale ottica lor signori  hanno intenzione di svolgere il mandato concesso dai cittadini che sempre più spesso reclamano una sanità dignitosa. Sindaci e amministratori non possono lamentarsi e sputare veleno sulla Regione Molise se puntualmente  disertano eventi del genere serviti su un piatto d’argento. “Non sapevano o eravamo impegnati”. Scuse del genere le inventano i bambini dell’asilo o chi fugge dalle proprie responsabilità. L’appuntamento con Frattura, fissato da tempo e pubblicizzato dai media, richiedeva lo smarcamento da qualsiasi incombenza.  Ma forse il futuro dell’ospedale ‘Caracciolo’ interessa davvero a pochi intimi. O probabilmente ancora non si è capito che una volta ridimensionato crollerà anche la popolarità di questi quaquaraquà.

di Maurizio d'Ottavio

Contatti

redazione@altomolise.net
mob. 320.8428413
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK