Ospedale Caracciolo, Cianci: "Se Frattura non manterrà gli impegni presi siamo pronti a qualsiasi azione"

Intervista al legale dell'Articolo 32 dopo l'incontro con il presidente della Giunta regionale del Molise

| di di Maurizio d'Ottavio
| Categoria: Attualità
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L'avvocato Franco Cianci

AGNONE – All’indomani dell’incontro organizzato dal Psi all’Italo Argentino che ha visto il  presidente della Giunta regionale, Paolo Di Laura Frattura interloquire sul futuro dell’ospedale San Francesco Caracciolo, altomolise.net ha inteso intervistare l’avvocato Franco Cianci, legale dell’Articolo 32, il comitato nato a salvaguardia della struttura sanitaria altomolisana.

“L’ospedale di Agnone non chiude”. Lo ha detto Paolo Frattura durante la convention del Psi. Avvocato Franco Cianci si tratta di una dichiarazione di facciata o crede che il presidente della Giunta regionale sia stato sincero?
Mi pare che il Presidente Frattura sia animato dalle più buone intenzioni, e, quindi, egli farà di tutto per mantenere le promesse dichiarate.
Ma le “strade sono sempre lastricate da buone intenzioni”; bisognerà, poi, vedere se alle promesse seguiranno i fatti.
Per onore di verità debbo ricordare che il suo predecessore, Michele Iorio, in ossequio rigoroso alla ordinanza del Tar Molise, ed avendo, altresì, compreso la importanza della sopravvivenza dell'Ospedale di Agnone, ebbe ad emettere i tre provvedimenti (decreti n.20 del 30.06.2011, n.80 del 26.09.2011 e n.84 del 10.10.2011),  con i quali ripristinò, in assoluto, la integrità e la funzionalità del presidio agnonese. Le nuove elaborazioni dovranno fare i conti con la storia, che sembrava già definita e che continua, invece, ad essere aperta, producendo una ingiusta fibrillazione nelle popolazioni dell'alto Molise.
Forse è bene ricordare che il bacino di utenza dei servizi ospedalieri, è amplissimo, probabilmente più di quello della stessa Isernia e di altri presidii.

Far rimanere il ‘San Francesco Caracciolo’ aperto non basta. Occorrerà riempirlo di contenuti o meglio di servizi e soprattutto di personale medico e infermieristico.  Oggi in più reparti, vista la carenza di personale, si continuano a fare salti mortali per garantire qualità all’utenza. Quali saranno le richieste che l’Articolo 32 farà alla Asrem?
Certamente la funzionalità dell'ospedale deve coincidere con la sua completa organicità; tutti i servizi devono essere messi in grado di funzionare alla perfezione, come hanno sempre funzionato in questo ospedale, sin dagli albori, con livelli di ammirata eccellenza.

Paolo Frattura ha parlato di 36 posti letto. A suo avviso possono bastare per un territorio di 40mila persone?

A mio avviso no. Se si considera che lo stesso bacino di utenza di Campobasso è di poco più alto di quello complessivo di Agnone, che comprende paesi dell'alto Sangro, come, Borrello, Roio del Sangro e Rosello, che preferiscono spesso quello agnonese a quello di Castel di Sangro, tutta la fascia, che va da Chiauci, Pescolanciano, San Pietro Avellana, Pescopennataro, Vastogirardi, Carovilli, Capracotta, Pietrabbondante, per scendere giù fino a Belmonte del Sannio, Poggio Sannita, Castelverrino, Bagnoli del Trigno, Trivento e, persino, Roccavivara e Montefalcone nel Sannio, il numero dei posti letto è insignificante.

Nell’incontro di lunedì ci è parso di capire che la Chirurgia del futuro ad Agnone svolgerà solo interventi ambulatoriali. Non le sembra una mossa azzardata considerato che oggi il reparto diretto dal professor Nicola Javicoli rappresenta il fiore all’occhiello della struttura sanitaria altomolisana?
La Chirurgia, come le funzioni di altri reparti, hanno costituito, effettivamente, punti di eccellenza, tanto da richiamare utenti da più parti del Molise ed anche fuori, come già osservato.
La Chirurgia, come tutti gli altri reparti, devono rimanere, pertanto, immutati.

Il ‘Caracciolo’ di Agnone per una serie di motivi, riconosciuti anche dal Tar Molise, non può essere paragonato alle strutture di Larino e Venafro che  hanno la possibilità di gravitare su Termoli e Isernia (per il caso di Venafro anche Neuromed) distanti 20 minuti. Tuttavia a questa domanda Paolo Frattura non ha risposto dribblando abilmente l’ostacolo. Cosa significa?
Effettivamente Agnone ha una sua peculiarità assoluta, per essere il centro altomontano del bacino, fortemente disagiato, dalla difficoltosa mobilità interna, e, quindi, non è paragonabile alle esigenze degli altri, con realtà diverse.
La verità è che, nei lontani anni 70, allorquando io stesso fui Consigliere Regionale, si pervenne ad una laboriosa elaborazione di tutti i dati del territorio molisano e si concluse che la mappa ottimale degli ospedali nella Regione, fosse quella attuale.
Le strutture fondamentali che riguardano la salute, come su altri versanti quelle della scuola, non possono essere soggette a rivisitazioni riduttive, a tagli improvvisati ed irrazionali, soprattutto quando le strutture abbiano dato prove di efficienza e funzionalità, fino al punto da raggiungere e, persino, superare, i livelli di altre.

Malauguratamente la Regione Molise non dovesse rispettare gli impegni presi davanti l’affollata platea dell’Italo Argentino quali le azioni che metterete in campo come comitato che difendere il diritto alla salute sancito dalla Costituzione italiana?
La platea dell’Italo Argentino, estremamente interessata al problema dell'ospedale, ha dato prova di interventi molto interessanti dal punto di vista tecnico, come quelli dei medici, degli esponenti dei movimenti e quello del Sindaco di Agnone. Quasi si palpavano l'emozione, le tensioni, le paure, i timori, persino il dolore di perdere una loro   creatura.  E, quindi, metteremo in campo tutte le azioni, già, peraltro,  sperimentate, a difesa di questo Ospedale assediato, il fortino, però, della cui resistenza e volontà di lotta non credo si possa agevolmente spezzare.
Sono già pronte le azioni, ma, come ha detto lo stesso Presidente Frattura, un giovane sicuramente brillante e volenteroso, ci auguriamo di non arrivate a nuove azioni giudiziarie.
Credo debba dirsi basta a questo stato di angoscia, in cui vengono tenute immerse le popolazioni dell'Alto Molise.

Lei in passato ha ricoperto il ruolo di consigliere regionale, quindi conosce a perfezione le dinamiche che si svolgono a Campobasso. A suo avviso quanto pesa il fatto di non avere un rappresentante territoriale lì dove si prenderanno decisioni vitali per il futuro di un’area fortemente disagiata.
Io non credo sia decisivo il tenere o il non tenere un rappresentante locale nel Consiglio Regionale. L'essenziale è che vi siano delle sentinelle, pronte a scattare e a mettere a nudo le criticità, ove queste apparissero; e ridurre alla ragioni della storia, dell'esperienza, della conoscenza, la questione.

In definitiva se dovesse dare tre consigli a Paolo Frattura in merito alla riorganizzazione sanitaria regionale da dove partirebbe?
Il primo consiglio che, peraltro, ho già espresso la sera di lunedì scorso, è che, nella furiosa ed irrazionale velleità di risanare il bilancio dello Stato, attraverso le riduzioni della spesa pubblica - attività che possono essere utili per alcuni settori, ma non per altri, come, appunto, quelli sulla salute (art.32 Cost.) -  non sono in alcun modo condivisibili.
Il discorso di Frattura mi è sembrato onesto, frutto di una attenta elaborazione e visione della realtà molisana, ma io credo che egli debba guardare la cosa non sul piano strettamente contabile e numeristico, ma nella sua estrema complessità e varietà di tradizioni, di costumi, di cultura, di economia e di tendenze.
Il primo intervento, che mi permetto di consigliare, è quello di esaminare se non sia il caso di ridurre, anche di poco, la spesa per i presidi privati, e destinarli ai presidi pubblici minori.
Con un pò di riduzione per quella struttura di Campobasso, la Cattolica, ad es., si potrebbero sovvenzionare più di un ospedale del tipo e delle dimensioni di quello di Agnone.
Questa è l'opera di coraggiosa novità che un Presidente giovane deve sapere affrontare con determinazione e certezze.

 

di Maurizio d'Ottavio

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