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Lobectomia polmonare con il robot, Mucilli esegue il primo intervento

Il chirurgo originario di Castiglione Messer Marino ha utilizzato la metodica innovativa e poco invasiva

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E’ stata effettuata nell’Ospedale di Chieti la prima resezione polmonare robotica per tumore eseguita finora in Abruzzo e lungo l’intera fascia adriatica. Il robot “Da Vinci” di ultima generazione in dotazione al “SS. Annunziata” è stato utilizzato per l’intervento di lobectomia polmonare su una donna di 75 anni dal professor Felice Mucilli, originario di Castiglione Messer Marino e Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale e Toracica e della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Toracica, insieme alla sua équipe, in particolare i dottori Pierpaolo Camplese e Luigi Guetti, e con la collaborazione dei colleghi anestesisti e del personale della sala operatoria.

Questa tecnica chirurgica mininvasiva e altamente tecnologica è impiegata, specialmente sul polmone, solo in pochissimi Centri altamente specializzati, quale quello di Pisa, diretto dalla dottoressa Franca Melfi, a lungo frequentato dall’équipe del professor Mucilli.

La paziente, già operata per un tumore della mammella e del colon, presentava un nodulo di circa 2.5 cm al lobo inferiore del polmone sinistro diagnosticato come un nuovo tumore primitivo polmonare. In seguito alla diagnosi per la donna si è posta l’indicazione per un nuovo intervento, questa volta sul polmone. La possibilità di utilizzare una metodica chirurgica meno invasiva si è resa necessaria alla luce dei precedenti interventi subiti, dell’età e delle condizioni generali  della signora. Con il robot Da Vinci sono state praticate solo quattro piccole incisioni di un centimetro sul torace, riuscendo a eseguire lo stesso intervento radicale come abitualmente accade in chirurgia aperta quando si apre il torace mediante la classica toracotomia con un taglio di circa 10-12 centimetri. L’intervento col robot comporta una notevole riduzione del dolore post-operatorio e consente al paziente un rapido recupero fisico nonché una minore degenza ospedaliera.

Si tratta di una metodica assolutamente innovativa e poco invasiva che, grazie anche al contributo fornito dall’esperienza italiana, si sta diffondendo sempre di più nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. «Con questo tipo di tecnica - spiega il professor Mucilli - si possono raggiungere e trattare con estrema precisione chirurgica sia i tumori polmonari sia i tumori di regioni più profonde e difficili da raggiungere con le metodiche “a cielo aperto” come quelli del mediastino, cioè della parte centrale del torace dove si sviluppano prevalentemente i tumori del timo (timomi) e i tumori che originano dai nervi, come ad esempio i neurinomi. Resta tuttavia fondamentale la selezione dei pazienti che deve essere molto accurata e rispettosa dei requisiti necessari».

L’intervento prevede la presenza di un chirurgo alla consolle che, attraverso appositi comandi e con una visione tridimensionale, esegue l’intervento chirurgico mediante il robot e un chirurgo al tavolo operatorio che provvede al controllo e alla gestione degli strumenti che vengono manovrati dai quattro bracci del robot.

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