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In Senato si discute della frana di Torrebruna

Il senatore Castaldi porta in aula le proteste di un intero territorio

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TORREBRUNA - E poi un giorno un senatore della repubblica chiede la parola e porta in aula, dentro il palazzo, le proteste di un territorio abbandonato da tutti. E probabilmente ieri, 21 gennaio 2014, è stata una data storica perché per la prima volta, in quell'aula "sorda e grigia" del Senato, è risuonato il nome Alto Vastese. 

Il senatore Gianluca Castaldi (a destra nella foto, ndr) è stato di parola. Intervenuto di persona, nei giorni scorsi, sulla frana al km 8+300 della sp 212 aveva detto, con molta franchezza: "Da parlamentare non posso fare molto rispetto a questo problema, ma vi prometto che porterò il caso della frana di Guardiabruna in Senato, farò un fine aula (un intervento a chiusura dei lavori, ndr) dando almeno risonanza mediatica al disagio di un intero territorio".

Detto, fatto. Passano pochi giorni e proprio nell'aula del Senato il cittadino senatore Castaldi, del Movimento 5 Stelle, chiede la parola al presidente di turno.

Questo che segue è il resoconto stenografico dell'intervento del senatore stellato

CASTALDI (M5S). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CASTALDI (M5S). Signor Presidente, il mio intervento è da portavoce, come sempre. Stavolta però sono portavoce dei cittadini dell'Alto vastese, una di quelle zone d'Italia abbandonate a sé stesse e dimenticate dal partito unico, che però ne ricorda bene l'esistenza qualche settimana prima delle elezioni, di qualsiasi elezione.

Proprio lì, sulla ex SS86, attualmente chiamata strada provinciale 212, c'è una frana, una delle tante nella nostra disastrata Italia, quindi non c'è nulla di strano se non l'isolamento di quei cittadini che ancora hanno il coraggio di abitarci pur essendo fuori da tutti i servizi essenziali.

Recatomi sul posto unitamente ad altri cittadini e ad un solo amministratore comunale, Enzo Fangio del Comune di Castiglione Messer Marino (che merita una citazione in quest'Aula), ho trovato sì una frana, ma sicuramente non una devastazione. Come qualsiasi cittadino mi sono chiesto: possibile non si possa trovare una soluzione tampone che eviti la chiusura totale del percorso? Possibile che sia così complicato alleviare le problematiche che la chiusura di questa strada provinciale provoca agli abitanti dell'entroterra vastese? L'amministrazione comunale di Castiglione Messer Marino e molti cittadini di Schiavi d'Abruzzo e dei paesi limitrofi hanno messo a disposizione i mezzi e la propria forza lavoro pur di giungere a una rapida soluzione che permetta l'immediata riapertura, almeno a senso alternato, di quell'arteria.

Da profano comprendo che i tecnici della Provincia sicuramente abbiano validissime motivazioni per chiudere la strada al traffico, ma da cittadino e da utente mi chiedo: la carreggiata è ampia, l'allargamento sul lato opposto alla frana è possibile, i mezzi e le forze ci sono, allora: esiste una stramaledetta soluzione alternativa oppure dobbiamo attendere invano finanziamenti milionari che mai arriveranno? Per questi motivi ho inoltrato proprio oggi una lettera al tecnico della Provincia di Chieti chiedendo un immediato incontro al fine di illuminarmi su cosa eventualmente è possibile fare già da domani.

Colgo l'occasione per invitare la Provincia di Chieti a pubblicare il bilancio. Sul sito c'è scritto: in attesa dei dati del settore competente. Solo studiando i bilanci i cittadini riusciranno a rendersi conto di come vengono utilizzati i loro soldi e, caso mai, proporre priorità di utilizzo diverse e più vicine ai propri bisogni.

(Applausi dal Gruppo M5S).

 

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