Eolico: condanna del Tar, pagherà il sindaco

Il primo cittadino di Castiglione, Di Lizia, replica alla ditta vastese Floew

| di Francesco Bottone
| Categoria: Attualità
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CASTIGLIONE MESSER MARINO - «Non capisco se i titolari della Floew sono degli imprenditori o dei politici, perché leggendo il loro comunicato stampa vedo che è pieno di valutazioni politiche».
Così il primo cittadino di Castiglione Messer Marino, Emilio Di Lizia, replica all'annuncio della ditta vastese che si occupa di eolico pubblicato nell'edizione di ieri. Dopo aver installato una torre eolica a Schiavi di Abruzzo, dove ha avuto campo libero da parte del Comune in cambio di quattro spiccioli, la Floew ha tentato di fare altrettanto a Castiglione Messer Marino. Qui però l'amministrazione in carica, che pure in passato ha permesso l'installazione di centinaia di pale, ha cercato di fermare i nuovi signori del vento provenienti da Vasto. Motivo di attrito tra Municipio e Floew il mancato accesso agli atti relativi alla wind farm già esistente. Questione finita davanti al Tar che ha censurato il comportamento poco trasparente dell'amministrazione comunale. 
«In merito alle dichiarazioni, ripeto politiche e non da imprenditori, della Floew, - continua il primo cittadino - vorrei rassicurare i miei concittadini: il Tar non ha condannato il Municipio a pagare una somma ingente. Si tratta di appena duemila euro che tuttavia pagherò di persona utilizzando la mia indennità di carica. Basteranno tre mesi di indennità per pagare quella somma, senza alcun aggravio di spese per le casse pubbliche di Castiglione. Tra l'altro, non siamo noi che abbiamo preso la via del Tar, ma la Floew e noi non abbiamo potuto fare altro che costituirci».
«In merito alla mancata trasparenza e all'impossibilità di accedere agli atti, - aggiunge il sindaco Di Lizia - la verità è che la Floew ha chiesto tutta la documentazione relativa alla wind farm già esistente, anche atti interni agli uffici comunali. Probabilmente c'è stato un errore formale da parte nostra, nel senso che il diniego è stato firmato dal sindaco, da me, e non dal dirigente tecnico come avrebbe dovuto essere. Comunque prendiamo atto della decisione del Tar, ma quello che voglio sottolineare, in modo che lo sappiano tutti i cittadini, è questo: se come amministrazione comunale non possiamo fare un minimo di programmazione rispetto all'eolico, se non ci resta alcun potere decisionale perché il tutto ci viene calato dall'alto, con una procedura autorizzativa semplificata che arriva dalla Regione Abruzzo, spiegateci che senso ha avere sul posto un sindaco, una giunta e un consiglio».

Francesco Bottone

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